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Palaia a CL: “Mazzone come un fratello. I giallorossi più forti? Moriero e gli altri figli di questa terra”

Il responsabile dell’area sanitaria del Lecce, ospite nella nostra diretta di domenica, ha raccontato alcuni dei momenti emblematici della sua lunga storia da medico giallorosso. Nonché alcuni retroscena e legami speciali.

COLLEGHI GIALLOROSSI. “Ho avuto un rapporto straordinario, ben oltre la mera condivisione lavorativa, con Carlo Pranzo ed Antonio Montinaro. Con loro siamo stati dei capostipiti in termini di rianimazione sul campo, argomento poi diventato di grande attualità. Poi ricordo Nando Fiorita, Rino Soda, e per il presente Giovanni De Luca e Mirko Spedicato. E’ una lunga storia di lavoro e passione che mi fa sempre piacere ricordare”.

MAZZONE. “Come tecnici, con Mazzone si è creato un legame che va ben oltre il rettangolo verde ed in lavoro. Mi chiama fratello, sono stato tra i pochissimi del mondo del calcio invitato ai matrimoni di figli e della nipote. Sicuramente l’averlo aiutato per un problema fisico avuto dalla moglie ci ha legato ulteriormente. Oltre alle tante vittorie sul campo vissute assieme”.

CAMPIONI. “Ho visto tantissimi campioni, da Barbas e Pasculli ai campioni più moderni. Ma i prodotti del nostro settore giovanile, quelli li sento come figli di Lecce e figli miei. Tanti altri sono venuti ed andati via, ma loro sono rimasti campioni figli di questa terra, con il giallorosso cucito addosso. I vari Morello, Miggiano, Luceri, Marigliulo, Levanto, Causio, Bruno, Luperto fino ai più forti Moriero e Conte, poi giunti in nazionale. A tutti i ragazzi locali sono rimasto molto più legato rispetto ai pur sempre grandi campioni che hanno vestito la maglia del Lecce“.

MARINO. “Ricordo bene il quanto successo a Francesco Marino nel corso di quell’ormai famoso Udinese-Lecce. Ricordo che dopo lo scontro con Biondo, il calciatore bianconero rimase a terra. A quel punto ci fu il celebre ‘Corri dottore corri’ di Scarchilli, ed io accorsi con Montinaro per ventilare il ragazzo. Che, per fortuna, non andò in arresto cardiaco. Quindi riuscimmo ad evitare il peggio. Ho risentito il ragazzo qualche anno fa, attraverso un collegamento Sky. Mentre il club friulano e i tifosi bianconeri ancora mi ringraziano, ho ricevuto da loro anche un importante orologio in regalo”.

SCAVONE. “Nel caso di Scavone c’era una vera e propria rete di rianimazione in grado di affrontare il problema sul campo. Tant’è che a noi l’ambulanza servì solo come mezzo di trasporto, perché il lavoro fu fatto sul campo. Le sue funzioni vitali erano già prese prima del trasporto in ospedale. Questo per merito del grande lavoro svolto“.

SALVEZZA. “La squadra di Liverani prima dello stop era in gran forma. Ha tutte le possibilità di salvarsi, lo ha ampiamente dimostrato. Per alcuni tratti mi ricorda quella di Delio Rossi che si salvò in A dopo un grandissimo girone di ritorno, con la svolta che avvenne tra gennaio e febbraio”.

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Juan Alberto Barbas

Ultimo commento: "Avevo 18 anni quando arrivo barbas a lecce qundo lo vidi allo stadio dissi al mio amico questo e in fuoriclasse e cosi fu grande beto💛❤️"

Pedro Pablo Pasculli

Ultimo commento: "Pedro Pablo.. un grande professionista.. ricordo i suoi gol.. soprattutto quello a Bari su punizione quando mancavano pochi minuti alla fine e..."

Francesco Moriero

Ultimo commento: "Tanti sono i ricordi. I gol ..le sgroppate sulla destra..in particolare ricordo il gol al volo di destro a Cremona. Vincemmo 1-0 e fu una vittoria..."

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