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A Lecce per tornare in A, magari con doppia cifra: la scheda di Massimo Coda

L’attaccante di Cava de’Tirreni ha svolto sabato in mattinata le visite mediche e si è legato al Lecce firmando un biennale.

Massimo Coda è il primo tassello offensivo del Lecce 2020/2021. Pantaleo Corvino ha perfezionato giorni fa il blitz assicurandosi così a parametro zero l’esperta punta 31enne, profondo conoscitore della categoria. Coda sbarca al Lecce dopo il fallimento della trattativa con la Salernitana, che aveva fatto di tutto per realizzare un clamoroso ritorno.

GIROVAGO DA GIOVANE. L’attaccante cresce nella Cavese, la squadra della sua città, dove debutta anche in C/2 a 16 anni. Ancora minorenne, prova l’azzardo in Svizzera, con il Bellinzona nella Challenge League (la nostra Serie B) allenato da Vlado Petkovic. Il rientro in Italia è alla Cisco Roma, in C, è la prima di tante maglie vestite in due anni: Treviso, Crotone e Bologna prima del trasferimento nel 2008 alla Cremonese.

PRIMI GOL. Allo Zini, Coda finalmente trova continuità d’impiego, rendimento e gol. Da punta di scorta dietro Guidetti, Temelin e Graziani, il primo anno, firma 6 reti in 20 spezzoni di gara. L’anno dopo il minutaggio è maggiore e le reti sono 10 in 28 caps. Al terzo anno grigiorosso è la punta di diamante: la Cremo arriva decima e Coda arriva a 8 gol. La crescita convince il Bologna a dargli un’altra chance, ma nel gennaio del 2012 il numero 9 torna in C, al Siracusa (2 gol in 14 partite).

COSTANZA. Nel campionato di Prima Divisione 2012/2013, Massimo Coda torna prolifico. Il Bologna lo presta al San Marino e arriva la doppia cifra. La migliore gara di quell’anno? Contro il Lecce di Lerda. Allo stadio Olimpico di Serravalle, i Titani battono 3-1 il Lecce e Coda, coadiuvato dal futuro giallorosso Doumbia, si laurea MVP con 2 gol e 1 assist. Nonostante la buona annata, il Bologna decide di non rinnovargli il contratto.

ANCORA ESTERO E ANCORA SERIE A. Il Parma ingaggia lo svincolato Coda nel 2013 e lo dirotta al Nova Gorica, nel massimo campionato sloveno. Da centrale del tridente con Lapadula alla sua destra, il 31enne raggiunge quota 18 gol (e 6 assist) e sfiora la vetta della classifica cannonieri (vincerà Eterovic del Rudar a 19). I ducali lo tengono alla casa madre nel 2014/2015, ma Coda debutterà nella massima serie, rompendosi anche il crociato rimanendo fuori da novembre a febbraio, nella stagione più tribolata in A del Parma, che chiuderà ultimo. Coda comunque segnerà due reti in A: la prima in un Chievo-Parma 2-3, match dove firmerà anche due assist. La presenza in zona passaggio decisivo è una costante della carriera del cavese,

SALERNITANA-GOL. Resta ancora svincolato a seguito del fallimento del Parma e, nel 2015, firma con la Salernitana. In due anni all’Arechi, i gol saranno 33 (più 10 assist) in 85 presenze. Nel primo campionato sigla firme pesanti per la salvezza, raggiunta poi (anche grazie a 2 reti di Coda) nel playout con il Lanciano. Nel 2016/2017, la Salernitana sogna per lunghi tratti i playoff, ma poi un rallentamento finale la tiene fuori dalla griglia.

BENEVENTO. Coda si conquisterà ancora una volta la Serie A con il Benevento, che lo tessera per comporre l’attacco della prima storica Serie A. Il campionato dei sanniti è fallimentare per l’avvio choc e Coda si ferma a 4 reti. Decide di restare a Benevento e due anni fa raggiunge il record personale di reti in campionato: 21, ammontare che però, ancora una volta, non gli vale il titolo di capocannoniere. Donnarumma del Brescia ne farà 25. Due dei 21 gol di Coda sono serviti al Lecce: uno al Vigorito nel pirotecnico 3-3 del debutto, uno nell’1-1 al ritorno. L’anno scorso, resta alle dipendenze di Pippo Inzaghi e segna 7 gol in un reparto offensivo, quello beneventano, dai grandi interpreti e dai grandi numeri: Sau (13), Insigne (8), Improta (4), Moncini (4) più le 10 reti del centrocampista Viola.

IL DIVORZIO. Il Benevento vorrebbe trattenere Coda anche nella Serie A che s’avvicina, ma la proposta del ds Foggia non soddisfa il calciatore. Il saluto è maturo, le strade si dividono. Dal giallorosso sannita ora Coda approda al giallorosso salentino, ma l’obiettivo è sempre lo stesso.

 

 

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