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Lecce e un caso-Tachtsidis che va risolto in un modo o nell’altro. Senza regia non si può giocare

L’assenza di un elemento che possa orchestrare la manovra sta facendo pagare un prezzo caro ai giallorossi in termini di gioco prodotto, e a Brescia è stato raggiunto il culmine.

Zan Majer, un centrocampista straordinario. Probabilmente troppo per una Serie B in cui le sue qualità e abilità tattiche, di interdittore ed incursore, sono rare a trovarsi. Ma, di certo, non un regista, e ieri ne abbiamo avuto l’ennesima prova come se i balbettii in regia già registrati con Pordenone, Feralpi Salò e Ascoli non fossero stati sufficienti. Il Lecce deve risolvere l’equivoco tattico prima che sia tardi.

E’ chiaro che tutta la situazione verte attorno al caso-Tachtsidis. I capricci del greco hanno lasciato a terra e messo in difficoltà un collettivo che già aveva dovuto rinunciare ad un big come Petriccione. Corvino ed il club, così come Corini, hanno fatto il possibile per ovviare ad una situazione complicata, dapprima cercando un sostituto nelle ultime ore di mercato, poi provando a puntare sullo sloveno Majer, che fino ad oggi ha deluso da regista.

Le uniche cose buone si sono viste proprio nella ripresa di Ascoli, quando il tecnico di Bagnolo Mella ha deciso di puntare su Tachtsidis. Il cambio è stato netto, repentino, implacabile per gli avversari. Per le qualità del calciatore in sé, certo, ma anche e soprattutto perché la mediana a 3 ed il modulo scelto da Corini non può prescindere dalla presenza di un calciatore di ruolo a gestire la manovra e fare da schermo difensivo. Sia esso il greco o meno.

Sì, perché l’unica cosa da non fare sarebbe finire schiavi di un caso che non deve essere paralizzante, perché non ne guadagnerebbe nessuno. Riabilitare appieno il calciatore? Lasciarlo andare o metterlo fuori rosa ed andare sul mercato svincolati? Non siamo noi a dover agire in luogo degli ottimi dirigenti di cui il club può godere, che non hanno bisogno certo di suggerimenti. Tuttavia il limbo attuale, fatto di perdono ma di mancate convocazioni, di giocatori duttili ma pur sempre adattati, non conviene a nessuno. E va messo quanto prima alle spalle.

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