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Tachtsidis, l’occasione per riprendersi il Lecce…prima del futuro

La squalifica di Morten Hjulmand, ammonito nei secondi finali di Venezia-Lecce 2-3, apre una falla nel cuore del centrocampo di Eugenio Corini. Il greco, sceso in campo per soli 5′ nelle ultime sette gare, potrebbe rientrare in regia.

Morten Hjulmand stoppato dal Giudice Sportivo. La somma di ammonizioni raggiunta in occasione della gara del Penzo lascia il Lecce senza il suo talentino del momento. Hjulmand, “sacrificatosi” al momento dell’ultimo attacco dell’undici di Zanetti, ha dominato la cabina di regia giallorossa nelle ultime sette gare dopo la leadership di Panagiotis Tachtsidis, la cui stagione con il Lecce conobbe già in avvio la possibilità d’interruzione per via del forte (ma illegale data l’assenza di offerte al club) interessamento del Dhamak, squadra dell’Arabia Saudita.

STAFFETTA. L’ideale passaggio di consegne tra Tachtsidis e Hjulmand è avvenuto all’intervallo di Lecce-Brescia 2-2. L’ex, tra le altre, di Olympiacos e Cagliari, fu sostituito da Henderson dopo un primo tempo grigio. Al centro del terzetto di mediana si posizionò Morten: da quel momento, complice anche il guaio fisico occorso al Taxi, le gerarchie sono cambiate. In altre sedi abbiamo spesso parlato di Democrazia Coriniana, concettualizzata come la possibilità di esprimersi data a tutti i calciatori; per conversione, complice lo stop a Hjulmand, Tachtsidis ha una grande occasione per tornare in auge e dare il suo contributo nel finale di campionato, dove, soprattutto in momenti convulsi, servirà la sua esperienza.

NUMERI. Il greco, 30 anni compiuti il 15 febbraio, ha accumulato 20 presenze in campionato. Nel 7-1 alla Reggiana, poi, è giunto il suo primo, e finora unico, gol in maglia Lecce. Ci sta, guai a far il contrario, esaltare il momento di Hjulmand, ma allo stesso tempo non vanno trascurati potenziale, qualità e il contributo dato quest’anno da Panos. L’assist contro il Cittadella, servito dopo un break di trenta metri a tagliare il campo, è soltanto l’elemento più tangibile delle partite ben condotte. Soprattutto nei momenti in cui il Lecce palleggia orizzontalmente alla ricerca dello spazio vincente per la stoccata, Tachtsidis, indubbiamente, riesce a vedere più velocemente numerose linee di passaggio. Ciò anche in costruzione. Dall’altra parte, però, la sua presenza potrebbe dare uno schermo diverso al pacchetto arretrato rispetto alle tante chiusure centrate da Hjulmand.

LA COABITAZIONE. Settimane fa, Eugenio Corini ha aperto a una probabile coabitazione in campo tra il greco e il danese. La soluzione attrae gli amanti dei piedi buoni. Soprattutto in fase di possesso, il Lecce disporrebbe di due metronomi, anche se uno (probabilmente Hjulmand) dovrebbe ogni tanto mettere da parte il fioretto per estrarre la spada e assolvere ai compiti da mezzala, dove al momento si esprimono bene Majer e Bjorkengren. Corini, in verità, ha associato l’idea a una situazione temporanea, a partita in corso in momenti in cui bisogna tenere il pallone.

NEL 2019. La probabile titolarità contro il Frosinone scriverebbe un’altra pagina della sua militanza salentina, apertasi a gennaio 2019 con l’importantissimo plusvalore dato nell’accelerata promozione della formazione allenata da Liverani. Anche lì si poneva l’interrogativo della coabitazione con Petriccione, regista nella prima parte di campionato. Il nodo fu risolto, complice anche l’infortunio di Scavone, sostituito da Majer, con il dirottamento del goriziano, oggi al Crotone, nello slot di mezzala sinistra.

SCENARI FUTURI. Il contratto tra Panagiotis Tachtsidis e il Lecce scadrà a fine stagione. L’ellenico, prima scelta nel progetto Corini dopo la cessione di Petriccione, percepisce lo stesso ingaggio della Serie A. L’approssimarsi degli eventi e l’esplosione di Hjulmand comporrebbero un quadro che, al momento, difficilmente porterebbe al rinnovo. “ Il contratto di Tachtsidis fu preso così con il suo ingaggio indipendente dalla categoria -dichiarava Corvino nella conferenza stampa del 10 ottobre-. Il suo ingaggio oneroso è stato un sacrificio importante per la società. Aver tenuto lui e non Petriccione è stata la scelta economicamente più pesante” . Il richiamo al periodo delle tensioni, nato con la cancellazione dai social di tutte le foto in giallorosso, fa il paio però con la professionalità di Tachtsidis, che, nel pieno della presenza della chance araba, giocò, e bene, sul campo dell’Ascoli. La linea dura del Lecce, e le diplomazie, portarono alla pace tra le parti, con tanto di belle prove di Tachtsidis sul campo, senza pensare all’orizzonte. Da Frosinone, Pana potrebbe tornare sotto i riflettori. Soprattutto dopo il filotto Reggiana-Chievo-Venezia, il pensiero virerà verso la ricerca della seconda promozione in A con il Lecce. E poi, si vedrà…

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