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Baroni: “So cosa vuol dire allenare in una piazza esigente. Qui c’è gente ambiziosa e vogliamo crescere”

In mattinata, il nuovo allenatore del Lecce si è presentato ufficialmente in conferenza stampa. Dopo i ricordi sui trascorsi giallorossi da calciatore, il tecnico ha cercato di sintetizzare il suo modo di essere attorno a pochi principi, umani e calcistici.

Marco Baroni ha raggiunto il Via del Mare per la prima volta da allenatore del Lecce con un sorriso disteso. Accompagnato da Saverio Sticchi Damiani e Pantaleo Corvino, il nuovo tecnico, dopo le foto di rito, si è concesso alle domande dei giornalisti sul progetto tecnico che verrà. La conferenza, preceduta dai ringraziamenti al direttore tecnico e dal sincero saluto alla tifoseria giallorossa, è cominciata subito aprendo il libro magico dei ricordi. Baroni, ex difensore centrale, ha infatti vissuto nel Salento due stagioni da calciatore, cogliendo una promozione e una salvezza.

RISCATTO ORA ED ALLORA. Baroni venne nel Salento dalla Roma, dove non riuscì a trovare spazio. La ricerca di una ripartenza personale coincise con la rinascita di una squadra ferita dagli spareggi per la Serie A persi con il Cesena. Oggi, Baroni ha ripreso il suo percorso professionale dall’ottima esperienza con la Reggina e la squadra giallorossa cerca invece una guida dopo la delusione dell’estromissione dai playoff: “E’ chiaro che in questa scelta hanno influito tante cose -racconta Baroni-, anche il percorso che ho fatto da calciatore”. L’operato di Corvino è stato importante: “Quando ci siamo incontrati con Corvino abbiamo avuto un dialogo schietto, ho visto in questo progetto un’opportunità importante. Ho la fortuna di lavorare vicino a un direttore di grandissimo livello, c’è una società ambiziosa e un gruppo di persone che ha avuto l’impegno verso la città e la ricerca della crescita di questa squadra. Io che conosco e ho vissuto il Lecce da giocatore ho ricordato quei momenti e quelle emozioni”.

SALTO. Per il Lecce, Baroni ha puntato tutto: “Non ci ho pensato un attimo, sono fatto così e mi sono buttato verso l’avventura giallorossa con tutto me stesso. Sarà il lavoro a dimostrare tutto, non mi piacciono i proclami. Non vedo l’ora di partire ma ho sentito delle grandi affinità. Sono qui per questo”.

TEMPERAMENTO FORTE. Marco Baroni non vuole sentir parlare di temperamento forte, pur ascoltando con attenzione un paragone interessante. A Lecce, tecnici noti per il pugno di ferro come Bolchi, Mazzone, Zeman, Liverani e Papadopulo hanno colto dei successi sportivi, al contrario di professionisti all’apparenza più “morbidi” come Asta, Corini e Bollini: “Non voglio entrare nelle discriminanti sul carattere, ho la mia personalità e il mio modo di fare questo lavoro – chiarisce subito Baroni, che si guarda anche un po’ indietro-Ho fatto una gavetta e un percorso importante, ho fatto i professionisti e poi il settore giovanile. Vivo di sfide continue, mi nutro di questo, ho grandi motivazioni e so cosa vuol dire allenare in una piazza esigente”.

VALORI E IDEE. Baroni vorrà costruire un rapporto onesto con i suoi calciatori: “Credo di poter trasferire dei valori e non mi piace parlare di sergenti. Con la squadra ho avuto sempre un rapporto diretto, quando ero dall’altra parte non mi piacevano gli allenatori che raccontavano favole e io non le racconto ai giocatori“. E sull’atteggiamento che la squadra dovrà avere in campo: “Costruiremo una squadra con idee, organizzazione e ferocia. Il calcio di oggi chiede dinamismo e lavoreremo sacrificandoci sempre. Facciamo il lavoro più bello che esista e non possiamo perdere nessuna opportunità”.

NESSUN MODELLO. Senza presunzione, Baroni non cerca di identificarsi in alcun allenatore avuto durante la sua carriera: “Il nostro lavoro è uno studio continuo, si può imparare da allenatori che sono nei dilettanti e dall’altra parte si possono vedere partite di Champions League. Ho un confronto continuo con me stesso, sono severo e esigente con me stesso e chiedo queste caratteristiche ai miei atleti”. Baroni però si guarda sempre intorno per cercare di migliorarsi: “Mi fanno piacere i ricordi ma io guardo avanti e lo faccio con attenzione e determinazione. Dovrei scomodare tante persone se dovessi parlare di modelli. Ogni allenatore studia e porta via qualcosa da ognuno, il mondo calcio è in continua evoluzione, altrimenti giocheremmo come 30 anni fa, e io porto all’interno del mio modello dei valori: un calcio dinamico, aggressivo, tutti fanno le due fasi e tutti si sacrificano. E’ questo un primo obiettivo che ci dobbiamo proporre. La squadra deve lasciare delle emozioni a chi la guarda”.

MOTIVAZIONI. Baroni, da tecnico esperto, risalta l’importanza delle motivazioni: “Se io e il direttore siamo ancora qua vuol dire che abbiamo motivazioni, puoi fare questo lavoro solo se hai il fuoco dentro perché poi lo trasferisci. Se non hai questo diventa difficile”

ALLENAMENTI. Si potrebbe prospettare un Lecce con sedute di allenamento a porte aperte con Marco Baroni: “Io non credo che ci siano segreti, lo valuteremo insieme al direttore e alla società. Mi chiedo ‘perché togliere il contatto coi tifosi’? Magari non tutte le sedute. Non è un problema e vedremo”.

SCHEMA. Allontanandosi dai paletti dei moduli, Baroni sancisce i primi perni tattici del suo Lecce. I giallorossi avranno una punta e si poggeranno su esterni capaci di strappare gli equilibri del gioco: “Giocheremo sicuramente con una punta, poi dovremo lavorare un pochino sugli esterni, sia alti sia bassi e lavoreremo sui tre centrocampisti. Non mi piace fare dei programmi ma non credo nei numeri. Preferisco la lettura delle situazioni di gioco e i principi. A volte si potrà modificare la costruzione, è questo che m’interessa, credo che ci saranno dei giocatori specifici per i vari ruoli ma anche chi non lo sarà dovrà andare in campo con dinamicità, corsa e aggressività per fare calcio”.

NESSUN CONFRONTO. L’allenatore toscano, ieri presente al Kick-Off nella vittoria della Primavera contro la Cremonese, si complimenta con il settore giovanile giallorosso: “Ho solo guardato la partita e ho visto una bella prestazione. C’è stato un buon lavoro e ci sono ragazzi interessanti. Qualcuno già con il ritiro della prima squadra? Non mi piace in questo momento, non sarebbe rispettoso per loro. Sicuramente ci sono dei profili interessanti, qualcuno ha lavorato già con la prima squadra. Il calcio non ha età, il calcio dà opportunità che vanno prese al volo”. Baroni conferma di non aver avuto ancora nessun colloquio personale con dei calciatori tesserati con il Lecce: “Non ho avuto colloqui con nessuno, c’è stato qualche messaggio di benvenuto da dei calciatori ma ci sarà tempo per vedersi. Anticiperemo il ritiro con un preritiro che faremo in sede e già da quel momento cercheremo di entrare nella testa di questi ragazzi”.

LA DIFESA. Una delle priorità richieste a Baroni sarà la ricerca di un miglior equilibrio difensivo. I gol subiti sono stati il tallone d’Achille del Lecce negli ultimi anni. Il problema, a detta del tecnico, non è però meramente risolvibile con interventi sul reparto difensivo: “Non sono abituato a vedere la squadra come reparti, i primi difensori sono quelli davanti. Per me l’equilibrio difensivo riguarda tutto l’undici, che si deve adoperare. E’ il lavoro primario che farò e non ho nessun dubbio su questo”. E poi si parla di esterni, fondamentali in caso di 4-3-3: Per quanto riguarda gli esterni, valuteremo dei profili, con il direttore c’è un confronto costante. A me piace un calcio dove si lavora sull’ampiezza, molti giocano coi tre centrocampisti dentro il campo e c’è densità. Lavorare sugli esterni? Lo prediligo e lo faremo, cercheremo giocatori di gamba, di penetrazione però, ripeto, c’è tutto il tempo per fare queste valutazioni”

OBIETTIVI. Come accaduto ieri per i programmi societari, Baroni definisce gli obiettivi primari del Lecce in una crescita costante: “Società e direttore hanno delineato il tutto. Qui c’è gente ambiziosa, che vuole lavorare mettendosi in discussione. Vorremo migliorarci ogni giorno costantemente. Conosco la Serie B e ogni anno ci sono exploit e grandi cadute. C’è grande ambizione ma non voglio fare i titoli. So quanto la piazza possa essere calorosa e quanto potrà spingere i propri beniamini se ci sarà rispetto delle cose che vi ho elencato”.

QUANTI CALCIATORI. In sede di calciomercato, sembra già ben costruito il legame tra il tecnico e Pantaleo Corvino: “Ho fatto una premessa, io sono fiero di essere venuto qui a lavorare con Pantaleo Corvino. Ci stiamo confrontando costantemente e si arriverà a trovare dei profili che serviranno al nostro progetto di calcio. Ora è prematuro fare nomi e valutazioni. Abbiamo sposato la stessa idea nel confronto e ciò mi è piaciuto. Ho capito che c’è possibilità di fare un buon lavoro per come intendo io il calcio”.

 

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Vito
Vito
1 mese fa

Baroni sei uno scarso il più scarso che il Lecce ha mai avuto nn mangi il panettone altro che crescere. Bye Vito di beri

Franz
Franz
1 mese fa

Auguri Mister.??‍♂️?❤

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