Luca Gotti è tornato a parlare e lo ha fatto a Radio Sportiva. Prima di parlare del futuro imminente, il tecnico racconta così il suo primo successo lontano dall’Udinese focalizzandosi sulla quotidianità: “La copertina che scelgo? C’è un aspetto professionale che ti lega quotidianamente al lavoro in campo e all’ottica dell’obiettivo da conseguire settimana dopo settimana, ottenere i punti e arrivare alla salvezza”.
Il Salento ha sorpreso Gotti: “La grande sorpresa però è il tipo di accoglienza che mi è stata riservata, il tipo di calore e di affetto che tutte le persone che ho incontrato in questi 3 mesi nel Salento si sono sentiti di riservarmi. Non sono dei passaggi scontati, nel calcio sovente ci troviamo ad affrontare situazioni complicate e difficili, anche dal punto di vista territoriale e invece la mia esperienza è stata caratterizzata da grande affetto, calore e gioia”
Luca Gotti dà una conferma quasi ufficiale della sua presenza anche nella prossima stagione, pensando anche ai momenti bui che potranno arrivare: “Sì, sembra che ci siano dei presupposti per fare un percorso virtuoso, però sono presupposti che ci teniamo nel nostro ideale perché poi sappiamo perfettamente che è il campo che parla, i risultati. Nel gestire il percorso di club che lottano per la salvezza ti trovi spesso in momenti complicati, a navigare in acque difficili… Mi auguro che questi presupposti non vengano meno alle prime difficoltà che necessariamente ci saranno”.
Krstovic è stato il capocannoniere del campionato: “È un buon giocatore, un centravanti vero. Riesce a essere efficace in area di rigore e negli ultimi venti metri, sente molto la porta, ma ha ugualmente senso del gioco e lega il gioco con i compagni. Se dovessi spiegarlo a un profano direi che può giocare tranquillamente, sia da prima punta, sia da seconda punta. Sa e conosce il calcio, ha vissuto il suo primo campionato di alto livello in assoluto e mi sembra abbia buoni margini di crescita. Una conferma che i moduli non sono tutto? Più che altro ha caratteristiche che gli consentono, più che all’interno di diversi sistemi di gioco, con diversi compagni perché ha la plasticità calcistica per adattarsi a diverse situazioni con relativa facilità”.
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