GRAVINA. “Non credo che possa essere il male del calcio se la primavera del Lecce, per una stagione ha schierato, in più di qualche occasione una formazione titolare di soli stranieri, a mio avviso il calcio italiano, giovanile non è in crisi. Basti vedere i risultati degli ultimi anni nei settori giovanili, l’under 17 ha vinto il campionato europeo, l’under 20 è vice campione del mondo. Qualcosa sta accadendo anche a livello di club, visto che il Milan ha perso solo in finale in Youth League, contro l’Olimpiacos, che a settembre aveva eliminato il Lecce dalla stessa competizione. Serve però cambiare qualcosa”.
CAMBIAMENTI. “Bisogna avere più coraggio a lanciare i giovani e a puntare più spesso su di loro. Condivido quanto ha detto il presidente Sticchi Damiani, inseguire solo il risultato sportivo, senza un progetto non può portare molto lontano, fortunatamente il Lecce non pensa più solo in modo esclusivo al risultato, lo ha dimostrato in particolare l’anno che ha perso i play off in B. In quell’estate, con grande calma la squadra si è riorganizzata, è ripartita ed è riuscita a vincere il campionato. Sono stagioni pericolose quelle, perché spesso al secondo anno di B molti club finiscono a lottare per non andare in C”.
IL LECCE. “Come sempre è una squadra interessante da scoprire, come tutte quelle realizzate da Pantaleo Corvino che ha questa straordinaria capacità di vedere il talento prima di tutti gli altri, penso a Hjulmand ieri e Dorgu oggi, o riesce a rivitalizzare giocatori come Pongracic, che sembravano essere un po’ usciti dal giro, così come in passato ci riuscì con Lucarelli”.
IL DESIDERIO. “Ci sono tanti giocatori estremamente interessante, ma se devo fare un nome faccio quello di Krstovic. E’ il tipo di attaccante che mi piacerebbe avere sempre nella mia squadra, perché vive per il gol, ma è anche un generoso, viene basso a prendersi il pallone e partecipa alla manovra, un vero e proprio attaccante moderno, credo che per lui questo che sta per iniziare potrebbe essere un anno molto importante, ma avevo avuto già ottime referenze”..
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Un vero piacere vedere il grande mister Rizzo grande allenatore ma soprattutto uomo serio ed onesto in un salento pieno di società giovanili che premiano solo i raccomandati muniti di pseudo procuratori “papponi”. Infatti pur essendo preparato ed onesto è stato fatto fuori dal calcio che conta perché lui non si piega alle schifezze . W mister Rizzo
Rizzo nel cuore dei tifosi leccese, grandi imprese con la primavera nessuno ha vinto più di lui.