
Era solo una questione di tempo e modo. Patrick Dorgu ha le stimmate del talento e chiunque a Lecce, nell’ammirare i suoi strappi palla al piede e la straordinaria connessione tra lettura ed esecuzione del gesto tecnico quasi sempre giusto, ha sperato di poter trattenere un calciatore predestinato ad altri palcoscenici per più tempo possibile. Già a metà dello scorso campionato, con soli sei mesi in Serie A, le big d’Europa, capeggiate dalla Premier League, hanno bussato alla porta del Lecce per le prestazioni del 20enne, deciso a non accelerare i tempi dopo le prime offerte ufficiali per continuare la sua affermazione nel Salento, dove è maturato mentalmente e fisicamente.

Dorgu cercherà di cambiare la storia del Manchester United, da anni in difficoltà. Questa volta il grande passo era da fare, complice anche i muri dell’area tecnica del Lecce fino a un’offerta irrinunciabile. Dorgu attendeva da tanto questo salto di qualità, meritato e fisiologico per quanto appena descritto viste le logiche del calcio moderno. Sul piano tecnico, è vero che il Lecce perde il giocatore più in forma del suo torneo, specialmente nella prima fase, ma rischi legati alla riuscita della terza salvezza di fila e ormai il morale del giocatore, già proiettato alle sgroppate sul prato di Old Trafford, erano altri fattori verso l’atteso sì, ufficializzato solo oggi dopo le visite mediche sostenute da Dorgu a Carrington.

Il saluto al termine di Lecce-Parma, un po’ timido ma sincero e con emozione per quanto vissuto, è stato l’ultimo atto di due anni e mezzo molto intensi. Dorgu, mai per molto davanti alle telecamere (solo poche interviste in inglese fugaci a Dazn e Sky nei post gara e mai una personale conferenza stampa), ha fatto del suo forte temperamento psicologico, focalizzato sul miglioramento personale costante, il volano della crescita. Fuori dal campo, poi, i momenti di raccoglimento e preghiera nel Santuario di Sant’Antonio a Fulgenzio e, insieme ai compagni Gonzalez e Corfitzen, delle frequenti passeggiate in centro.
Dorgu è arrivato dal Nordsjaelland in prestito con diritto di riscatto nell’estate del 2022 ed affidato alle cure di mister Federico Coppitelli, chiamato a coltivare i talenti scovati da Pantaleo Corvino. Sin dai primi allenamenti (esordio ufficiale nel 5-0 al Napoli), la propulsione sulla fascia sinistra del Lecce Primavera è stata affidata a lui. Nello strorico terzo scudetto della formazione salentina c’è tanto di Dorgu, MVP del campionato, autore di 4 gol (il primo al Torino e il secondo, da tre punti, con la Fiorentina) e, ovviamente, in campo nella semifinale contro il Sassuolo e nella finale vinta sulla Fiorentina. In estate, come previsto, il Lecce ha versato 220mila euro nelle casse del Nordsjaelland e promosso Dorgu in prima squadra sin dal ritiro con Roberto D’Aversa. Il tecnico pescarese promuove il laterale, idealmente alter ego di Gallo sulla fascia sinistra.

Forza psicologica ed equilibrio sono state necessarie per gestire il debutto in A, tutt’altro che una passeggiata. Il Lecce, ancora incompleto, ospita la Lazio nel primo atto del campionato 2023/2024 e, alla rosa incompleta, s’aggiunge l’infortunio che tiene fuori Gallo. Dorgu entra in Fiorentina-Lecce 2-2, gquando i giallorossi riacciuffano Italiano, partecipa a tutte le gare e gioca da titolare allo Juventus Stadium, all’Olimpico e in casa contro il Milan, cavandosela. Altro segnale. La crescita di Gallo gli riduce lo spazio nella fase calante del Lecce di D’Aversa. Contro la Fiorentina, più volte squadra del suo destino, la fredda notte indimenticabile. Piccoli fa 2-2, Biraghi perde palla e sul ribaltamento di fronte è proprio il giovane Dorgu, con un destro, piede non suo, fa esplodere il Via del Mare. 2 febbraio 2024: Lecce-Fiorentina 3-2, Dorgu sa anche segnare.

Il cambio in panchina tra D’Aversa e Gotti decide, a partire dal debutto vincente a Salerno, di schierare Gotti più avanti nel 4-4-2 per costruire un asse forte con Gallo. La scommessa del tecnico “restauratore” va in porto, Dorgu, impiegato anche part time a destra, ha più spazio per attaccare nello spazio e tagliare verso il centro scompigliando le difese avversarie. Nell’importante crocevia di Sassuolo il secondo gol dello 0-3 è suo, su assist di Gallo. Il Lecce si salva e Dorgu chiude la sua prima Serie A con 32 presenze.
Il secondo precampionato di Dorgu con il Lecce è all’insegna della duttilità. Oltre che sulla corsia, nei test contro Werder Brema e Galatasaray, si vede Dorgu difensore centrale. Forse esasperazioni, forse mosse per far crescere e diventare ancor più completo un calciatore totale già pronto per le grandi notti europee. L’idea di Gotti è Dorgu alto a destra in avanti, ma, in rosa, il danese deve essere sempre il vice di Gallo. In più, Pelmard non convince e, dietro il terzino destro Guilbert, la prima soluzione è lui. In tutto questo tourbillon di posizioni in campo, Dorgu, espulso contro il Cagliari, si prende in mano la fase offensiva del Lecce ed è sovente l’uomo più pericoloso di un attacco che soffre tanto. Nel 2-2 con il Parma c’è l’inserimento vincente con gol e, il 29 ottobre 2023, Dorgu di gol al Verona ne fa addirittura tre. Due sono annullati dal Var, ma tanto basta per far vincere una squadra insicura e sfilacciata.

L’attualità del Lecce è scandita anche dalle continue voci di mercato (Conte sussurra qualcosa al ragazzo dopo Napoli-Lecce 1-0 e ci sono Juventus, Liverpool, Borussia Dortmund, Tottenham e Chelsea), ma nel frattempo c’è una missione salvezza da centrare in un anno con tanti infortuni. Marco Giampaolo sostituisce Luca Gotti e opta ragionevolmente per le potenzialità di Dorgu nel tridente. A Venezia, il primo Lecce del Maestro soffre ma vince con un gol di piatto tutt’altro che facile di Dorgu su assist di Gallo. A causa delle assenze dei terzini, Giampaolo dovrà utilizzare quasi sempre Dorgu, almeno dall’inizio, in difesa. L’ultima prestazione positiva coincide con la vittoria ad Empoli, quando Dorgu porge il pallone dell’1-3 a Krstovic. Il Manchester United decide di fare sul serio e, a gennaio, il 20enne si proietta già al Teatro dei Sogni di Old Trafford. Giampaolo ha pensato di utilizzarlo a Parma, rinunciandoci.

Dal sole del Salento ai campi di Carrington nella squadra di calcio più tifata al mondo il passo è stato enorme ma ponderato da Dorgu con annessa famiglia, presente a Lecce negli ultimi giorni di trattativa, e dal procuratore Kingsley Obodo. Ruben Amorim, anche grazie al bel lavoro fatto con Hjulmand allo Sporting CP, ha fatto all in su Dorgu, nel frattempo divenuto elemento della nazionale danese insieme alle colonne, nuovi compagni, Eriksen e Hojlund. Il debutto qui? Da sogno: gol a una manciata di secondi dall’ingresso in campo al posto di Nelsson e Danimarca-Svizzera 2-0 in Nations League. Lo scudetto Primavera e le due salvezze saranno solo l’inizio di un palmarès che si preannuncia pieno di gioielli. In bocca al lupo Patrick, non scordare mai Lecce e il Lecce.










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Ti seguirò, non sono sicuro che il MU sia nel periodo giusto per te. Spero di sbagliarmi e vederti alzare tanti trofei!!!
In bocca al lupo.