Il giornalista di Sportitalia, vicino alle sorti del Milan, si pronuncia così: “Fare gol in Serie A a 17 anni e 202 giorni non è necessariamente sinonimo di garanzia di una grande carriera: da Pellegri a Boakye, passando per Okaka e Foti, gli ultimi 30 anni di calcio ci dimostrano che i grandi attaccanti, come i grandi cavalli, si vedono all’arrivo, non in partenza. Francesco Camarda lo sa benissimo e senza illusioni lavora giorno dopo giorno per scrivere la sua storia, senza il trattamento di favore di nessuno. Il post di Zlatan Ibrahimovic – commovente – è al momento l’unica grande investitura che il numero 22 del Lecce ha ricevuto: per il resto, si fa sospettamente finta di nulla”.
E poi: “Il perché non è dato saperlo, ma a occhio lo si può immaginare guardando poco più in là del proprio naso, dove solo 24 ore prima era stato celebrato con enorme enfasi il primo gol in Serie A di Pio Esposito, il quinto (!) marcatore più giovane di queste prime 5 giornate di Serie A. Intendiamoci, nulla di personale nei confronti dell’ex Spezia, un ragazzo che ho visto crescere in Primavera su Sportitalia e che mi auguro possa davvero prendersi in futuro un ruolo da protagonista nel calcio italiano: la colpa della propaganda non è di certo sua”.
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L’anno scorso Pio Esposito ha segnato 17 gol in serie B e Camarda 5 gol in Serie C, il primo ha giá fatto vedere di che pasta é fatto, il secondo no, ecco perché.