La sconfitta di Torino contro una squadra abbandonata dai propri tifosi, con un allenatore sulla graticola e reduce da un 6-0 con numeri negativi che mancavano dal 1929, è stata l’ennesima giornata negativa del Lecce 2025/2026, peggior attacco del campionato (13 gol in 23 partite e 4 appuntamenti senza segnare) e ora distante 5 punti dal trio Parma-Cremonese-Genoa.
Di Francesco fa il possibile
Il Lecce non punge, crea poche occasioni e manca di cinismo e fortuna. Film già visto e riproposto anche in Piemonte. La reazione di Di Francesco in conferenza stampa, tra dichiarazioni e linguaggio non verbale, è di un allenatore seccato dal giustificarsi ripetendo gli stessi concetti che le sta provando disperatamente tutte non riuscendo però ad allenare ancor sufficientemente la qualità nella scelta della giocata degli ultimi metri.
Il pensiero per cambi tattici e l’inserimento in ogni partita di tutti gli interpreti offensivi è una sorta di attacco a testa bassa di un professionista che, al netto di qualche errore, non può cucinare un piatto stellato con pasta e pomodoro e le prova tutte. Da due settimane a questa parte, il tecnico, pur ribadendo le sue responsabile da padre sportivo di un gruppo di ragazzi inesperti, lo sta facendo capire chiaramente.
Problema indipendentemente da tutto
La questione, alla vigilia della conferenza stampa di fine mercato, nel pieno sì dell’ultimo giorno di trasferimenti, ma nel pieno anche di una crisi offensiva che ahinoi dura da giornata 1, è ascrivibile agli errori fatti in sede di costruzione della squadra. Se si sbaglia d’estate, è difficile riparare totalmente a gennaio. L’errore è grave, potenzialmente fatale, pensando all’andamento dello scorso campionato, dove le doti tecniche di un elemento oggi dileggiato da qualcuno per dichiarazioni drammaticamente sincere hanno tenuto a galla la squadra come oggi accade per un portiere che, fascia di capitano al braccio, sta vivendo il suo “prime”.

nella foto: gol Che Adams
Rischio
Il modello Lecce, da accademia per crescita sostenibile e salvaguardia dei bilanci, così rischia seriamente di andare incontro al primo fallimento tecnico. Ad oggi, nella Serie A 2025/2026, non sembra esserci un’Empoli dell’anno passato in calo e tranciata dagli infortuni. Tenere dietro Verona e Pisa non è per nulla scontato e pensare di far la lotta con la Fiorentina, a modesto parere di chi scrive, è irrealistico. La squadra di Di Francesco non ha leader di temperamento e personalità nella giocata come lo sono stati in questi anni, con diversa attitudine, Strefezza, Hjulmand, Umtiti, Pongracic e Krstovic. E non ha neanche elementi debordanti come Dorgu. La crescita di Tiago Gabriel, nuova plusvalenza di casa Lecce, non basta.
Nell’ottica di un progetto economico-finanziario a lunga, lunghissima scadenza, fatto anche degli epici passi in avanti stadio e centro sportivo, la discesa sportiva per una/due stagione ci sta, è preventivabile nei business plan decennali. Passando dall’eccellenza dell’amministrazione alla pochezza del gioco offensivo in campo (precisiamo, perché Di Francesco e i ragazzi mettono l’impegno massimo per dare equilibrio e vanno ringraziati), farebbe male cadere senza aver imparato la lezione dello scorso anno.
L’abbraccio della gente
Per chi non era presente ieri all’Olimpico Grande Torino potrebbe sembrare l’ennesima frase fatta per rifugiarsi in qualcosa di positivo dopo una sconfitta con zero emozioni da tifo. La compattezza e la maturità del tifo, quello dal vivo presente sugli spalti e in giro per la Nazione, è la vera arma in più che deve spingere squadra e tutte le componenti all’unità. Rispetto ad altri anni, per consapevolezza di ciò che è attorno, c’è più sostegno incondizionato. Sfaldarsi ora anche lì farebbe affondare, sprofondare, la nave. In questo campionato in cui non sembrano esserci squadre materasso o simili (Sampdoria-Cremonese 22/23, Salernitana prima e Sassuolo poi nel 23/24 e Monza 24/25), il Lecce sta battagliando all’arma bianca senza cannoni.
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Finalmente un articolo ben scritto e chiaro. Analisi lucida e senza condizionamenti
Di fra ha rotto i c. con la fissazione di giocare ad una punta! sta infatti sprofondando e non sa trovare nessuna soluzione! e continuiamo a tenderci stu piernu!
a questa aggiungasi la pochezza e gli evidentissimi limiti tecnici dei “calciatori” ed il gioco ( anzi la retrocessione) é fatta! roba da vergognarsi!
Grande articolo.. Condivido pienamente. Sono 2 anni che nn c’è qualità, tanti acquisti per scoprire il singolo per fare cassa.. Nn c’è programmazione, tolto berisha il nulla, maciniamo kilometri in campo senza senso, laterali inconcludenti, mai vista una squadra in serie A con 1 punta inesperta e un ragazzo di 17 anni.. Per evitare di giocare con 2 punte. Togli 1 metti 1. Caro Mister.. Sveglia.. Domani diranno che è colpa tua.. Yes man.. Cari ragazzi le potenzialità sono queste, come dice kristovic.. Peccato bastava poco.. Pochi acquisti ma mirati.. Basta con la solita.. Bilancio.. Centro sportivo.. Sostenibilità.. Scuse.. Solo scuse.. Il Lecce è di tutti i salentini. Nn è interesse di Uno. Carissimo Presidente.. Mandalo Via.
3 devono retrocedere per forza e quest’anno molto probabilmente tocca anche a noi
Il tifo lo stanno allontanando e non si pongono delle domande,il loro pensiero e sempre lo stesso centro sportivo e copertura stadio così finiti i lavori potranno vendere la società ed intascheranno vagonate di milioni ed i tifosi chi se ne fotte.rispetto chiedo perché se il lecce e la ancora in a e merito dei tifosi,presidente ti ritroverai con uno stadio vuoto molto presto poi dirai cosa le stesse rime che da 4anni dici ai giornalisti?tutti incolpano il corvo ma con 20€ non può fare miracoli
Io non vedo giocare un brutto lecce,ma se avessero preso un centrocampista che avesse piedi buoni nel proporre gioco per le punte forse qualche goal lo faremmo,ma niente ci tocca assorbire un agonia scritta perché se il lecce scende la società si para il kulo con il paracadute e qualche vendita…per poi riprogrammare il futuro con ennesimi piedi di marmo e sperare di risalire….stanno facendo il gioco della carota e dell’ asino
Dopo il disastro fatto dall’unico arrogante responsabile dell’area tecnica in estate, sarebbe bastato un pò di buona volontà nel mese di gennaio (visto anche che molti scarpari, ad eccezione del bravo Maleh, siamo riusciti a toglierceli dalle p.) per acquistare qualche giocatore italiano e di categoria. Invece il nulla del nulla. Speriamo sia l’ultimo anno per qualcuno..
Tocca ai tifosi comunicare l’ “esonero” a questa proprietà.
Con atti sempre civili, ma concreti.
Senza il consenso del pubblico, il loro business non potrà andare avanti.
Si dovrà combattere con il sangue agli occhi e sperare sino al 95esimo dell’ultima giornata. Tutto dipende ora solo dal Mister (lasciato solo) e dai ragazzi in campo, che si aspettavano un rinforzo. Sarà compito difficile del Mister dare una forte motivazione alla squadra e provarle tutte. Non ci possiamo arrendere. Auguri al Mister e ai nostri calciatori. E se anche va male, forza Lecce sempre
Se il Presidente e’ orgoglioso di questa squadra, lasciamo che affondi.
Mi sono stancato di commentare del Lecce, perche’ e’ inopinabile che sono stati fatti degli errori, ma nessuno ha mai colpe. Anzi si’ noi i masturbatori da testiera….
Corvino, che personaggio.
Corvino andava contestato pesantemente con questo tipo di analisi da subito! chiudere le gabbie a buoi scappati equivale a piangere sul latte versato. Sara´ un girone di ritorno nel quale i tifosi dovranno camminare a piedi nudi su vetri rotti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!