Se Atene piange, Sparta non ride. Il dualismo offensivo del Lecce si potrebbe descrivere così. Bologna-Lecce 2-0 allunga a 357’ il digiuno di reti in un momento in cui servono coraggio e gol decisivi. I giallorossi non festeggiano dall’illusorio colpo di testa vincente di Siebert al 3’ della trasferta di Napoli, in cui i partenopei hanno poi rimontato nella ripresa.
I salentini confezionano pochissime occasioni da gol e, in questo quadro, gli errori sembrano fragorosamente più pesanti. La verità è che, numeri alla mano, il Lecce produce poche, pochissime palle gol.
L’episodio
Al Dall’Ara, Di Francesco ha rilanciato dall’inizio Stulic dopo lo schieramento di Cheddira per Lecce-Atalanta 0-3. Al minuto 8, l’ex Charleroi ha avuto una grandissima occasione per segnare il quarto gol personale e staccare gli altri capocannonieri momentanei della stagione Banda e Coulibaly. Sull’apertura dalla trequarti difensiva di Ramadani, però, Stulic, inseguito da Moro, ha anticipato il tiro per non farsi rimontare dal centrocampista croato. La scelta di piazzare il piatto sul primo palo è stata letta dall’esordiente Pessina che ha respinto tuffandosi alla propria sinistra.
La decisione di Stulic, rivelatasi errata, è simbolo del momento di fragilità psicologica del Lecce. L’attaccante ha forse affrettato il tiro per la smania di sbloccarsi, segnare ed avere meno incertezze. Solo contro il portiere, però, con il difendente alle spalle, poteva decisamente andare meglio, sia nella conclusione sia nella eventuale scelta di frapporsi tra Moro e il pallone “cercando” il fallo da ultimo uomo vista l’assenza di altri calciatori in maglia rossoblu.
Subentro e ora la Fiorentina
Come al solito durante questo campionato, i due attaccanti del Lecce si sono dati il cambio a partita in corso. Cheddira è entrato al 19’ della ripresa nel momento in cui gli ospiti hanno provato quantomeno a tenere palla e, senza creare pericoli, a farsi vedere nell’area felsinea. L’attaccante marocchino ha chiuso con un tiro masticato su azione di calcio d’angolo e un magro 0.05 di xG e solo 11 palloni toccati. Stulic ha giocato la maggior parte della partita toccandone solo 3 in più.
Contro la Fiorentina, nel primo di tre match da non sbagliare assolutamente, Di Francesco continuerà a gestire la staffetta tra le due punte. In questo momento dell’anno, l’unità tra le componenti richiesta da Di Francesco deve tornare a dare la carica ai giallorossi, anche a chi, come le punte, ha bisogno di supporto per cercare uno squillo tra, conclamate e oggettive, difficoltà tattiche.
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Stulic, mai visto un “attaccante” come lui! L’ultima perla domenica scorsa!
Ma quale supporto… Quando ha avuto le occasioni si è visto di che pasta è fatto! Domenica si è liberato del pallone per paura di essere raggiunto dal difensore. Perché anche lui è consapevole dei suoi limiti altrimenti a quella distanza ogni attaccante continua la corsa per puntare il portiere o fai un pallonetto. Da li ogni tiro rasoterra diventa un passaggio
Stulic=Govedarica
Stulic = Gaucho
Ane affanculu tie e dhruu mai sia de Vernole