Mauro Meluso sale in cattedra all’Università del Salento. All’Ecotekne, il dirigente calabrese ha contribuito al ciclo di seminari organizzati da Giuseppe Palaia, ex storico medico del Lecce e docente del corso di laurea in diritto e management dello sport
Orgoglio
Meluso ha esordito: “Ringrazio l’Università del Salento per l’invito, motivo di orgoglio. Ho esperienza e ciò mi dà possibilità di trasferire qualcosa che ho imparato. Abbiamo bisogno di pulizia e ordine in un momento in cui ce n’è poco. C’è disordine anche fuori dal calcio. Bisogna agire sempre con grande morale, i direttori sportivi di domani devono conquistarsi il loro posto e il loro prestigio, che oggi è venuto meno, con autorevolezza morale ed essere inattaccabili”. E poi. “Il calcio non s’impara sui libri, ma vivendo. Io ho fatto una formazione, ma quello che s’impara sul campo vale più di tutti”.
Salvezza
Si parla poi del Lecce di oggi: “L’augurio che do al presidente Sticchi Damiani e a Di Francesco è di salvarsi. Ultimamente la squadra sembrava spenta, ma la partita con la Fiorentina mi fa ben sperare. Speravo Cheddira facesse di più, l’ho avuto a Napoli, mi auguro che il reparto avanzato faccia più gol. Nel finale di stagione serve la compatezza vista con la Fiorentina, la voglia, la determinazione e il pubblico che come al solito dà una grande mano. I giocatori devono portare il pubblico dalla loro parte e lo stanno facendo. Sono vogliosi di raggiungere questo risultato”.
Il suo Lecce in A
Il direttore sportivo ricorda il campionato di Serie A vissuto nel 2019/2020: “Considerate che noi siamo retrocessi con 35 punti. Avevo commesso qualche errore all’inizio nel mercato estivo ma a gennaio facemmo un buon mercato con Barak, Saponara, Donati, Deiola, elementi che ci hanno aiutato. Meritavamo di salvarci. C’erano dinamiche strane all’epoca nel calcio. Ricordo l’ultima gara col Parma, una gara segnata da dinamiche che mi davano sospetto su alcune situazioni. Perdemmo a Genova una partita incredibile che bastava pareggiare”.
Voci infondate
Meluso cerca poi di togliersi dei sassolini dalla scarpa: “Non ho mai parlato di certe cose, ma quando sono arrivato a Lecce c’era una situazione complessa, dalla C siamo arrivati alla A e sono state messe voci non vere. Benzar guadagnava 200mila euro in B e 300mila in A. Significa 400mila euro. La Mantia, Falco e Petriccione sono state plusvalenze. E’ facile sbagliare quando si acquista a zero. Imbula non ha reso al pari di Benzar ma poi a gennaio abbiamo cambiato. Sono state dette delle stupidaggini che hanno inquinato un pozzo brillante, frutto di risultati sportivi ed economici. Il messaggio da dare è rettezza morale e pulizia, oggi parlo di sostenibilità. Ci sono poi i problemi giornalieri che spero i direttori sportivi di domani affronteranno…”
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quella l anno era il primo hanno di A per tutti presisdente allenatore e direttore sportivo .
comunque siamo stati anche un po sfortunati vedi gool preso a Genoa .
e poi ci hanno fatto retrocedere hanno cambiato le regole in corso ” per il covid 5 sostituzioni ”
Intanto c’è da dire che ci portò dalla c alla a. Però il fatto che sia a spasso da diverso tempo fa’ riflettere
Meglio di corvino cento volte
Non era male come direttore sportivo.
Comunque quella squadra era più forte di quella attuale… l’ attacco soprattutto meno la difesa. A centrocampo Mancuso faceva la differenza. Non abbiamo più avuto un centrocampista con quelle caratteristiche tecniche e con quella capacità di inserimento.
perfortuna ci sono i bilanci, pubblici e il confronto a favore di Corvino è impietoso per Meluso
Sono state dette delle stupidaggini che hanno inquinato un pozzo brillante, frutto di risultati sportivi ed economici.. I soliti veleni della piazza