Lecce, in quattro anni è la prima sfida salvezza decisiva al Via del Mare

Nelle precedenti annate i giallorossi si sono sempre salvati vincendo lontano dal Salento. L'ultima gara decisiva interna fu con Zeman nel 2005

Se pensiamo alle ultime salvezze ottenute dal Lecce ci vengono in mente altrettanto trasferte trionfali, da Monza a Roma con la Lazio passando con il Sassuolo versione 2024, anche se nell’occasione a mettere nero su bianco fu il ko del Cagliari di sei giorni dopo. Quest’anno invece i giallorossi avranno bisogno non solo del proprio magico tifo da trasferta ma da quello ancor più numeroso del Via del Mare. Perché la quarta salvezza di fila passa per Lecce-Genoa in programma domenica sera.

Abitudine esterna

Come detto, questo rappresenta una vera e propria novità nell’epoca recentissima di casa giallorossa. Le tre precedenti salvezze erano infatti arrivate nel 2023 con la vittoria a Monza firmata rigore di Colombo, nella stagione seguente subito dopo lo 0-3 con il Sassuolo frutto delle reti di Gendrey, Dorgu e Piccoli, dunque un anno fa con Coulibaly ad espugnare l’Olimpico biancoceleste. Nel 2020 l’occasione capitò in casa, ma quel Lecce-Parma finito male (con il Genoa comunque vincitore con il Verona e che avrebbe reso vano l’eventuale successo giallorosso) si giocò in un Via del Mare svuotato dalle restrizioni causa pandemia da Covid. E, ancor più indietro negli anni, nel 2012 fu B dopo ko in casa Chievo mentre l’anno prima il Lecce la salvezza se la prese al San Nicola di Bari in un derby che ha fatto discutere e non solo per questioni di campo.

Zeman dietro la panchina

Escludendo le retrocessioni abbastanza anticipate del 2009 e 2006, per ritrovare un Lecce che ha un match da dentro o fuori sul gong del campionato bisogna andare indietro alla Serie A 2004/05, quando i salentini passarono in poche settimane dal sogno Coppa UEFA ad una salvezza che tardava ad arrivare, benché da tempo annunciata. Lecce-Parma fu un’ora di spettacolo ed un finale di attesa, visto che il pari andava bene ai salentini salvi ed agli emiliani che avrebbero evitato la B diretta, passando per lo spareggio. Zeman però non la prese bene e, per dimostrare di non condividere quanto stava avvenendo in campo, si spostò dietro la panchina. In effetti i 40mila del Via del Mare in quell’anno si erano abituati a ben altro spettacolo e salvarsi di braccino stava decisamente stretto ad uno dei Lecce più forti della storia.

Redazione

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