Se pensiamo alle ultime salvezze ottenute dal Lecce ci vengono in mente altrettanto trasferte trionfali, da Monza a Roma con la Lazio passando con il Sassuolo versione 2024, anche se nell’occasione a mettere nero su bianco fu il ko del Cagliari di sei giorni dopo. Quest’anno invece i giallorossi avranno bisogno non solo del proprio magico tifo da trasferta ma da quello ancor più numeroso del Via del Mare. Perché la quarta salvezza di fila passa per Lecce-Genoa in programma domenica sera.
Abitudine esterna
Come detto, questo rappresenta una vera e propria novità nell’epoca recentissima di casa giallorossa. Le tre precedenti salvezze erano infatti arrivate nel 2023 con la vittoria a Monza firmata rigore di Colombo, nella stagione seguente subito dopo lo 0-3 con il Sassuolo frutto delle reti di Gendrey, Dorgu e Piccoli, dunque un anno fa con Coulibaly ad espugnare l’Olimpico biancoceleste. Nel 2020 l’occasione capitò in casa, ma quel Lecce-Parma finito male (con il Genoa comunque vincitore con il Verona e che avrebbe reso vano l’eventuale successo giallorosso) si giocò in un Via del Mare svuotato dalle restrizioni causa pandemia da Covid. E, ancor più indietro negli anni, nel 2012 fu B dopo ko in casa Chievo mentre l’anno prima il Lecce la salvezza se la prese al San Nicola di Bari in un derby che ha fatto discutere e non solo per questioni di campo.
Zeman dietro la panchina
Escludendo le retrocessioni abbastanza anticipate del 2009 e 2006, per ritrovare un Lecce che ha un match da dentro o fuori sul gong del campionato bisogna andare indietro alla Serie A 2004/05, quando i salentini passarono in poche settimane dal sogno Coppa UEFA ad una salvezza che tardava ad arrivare, benché da tempo annunciata. Lecce-Parma fu un’ora di spettacolo ed un finale di attesa, visto che il pari andava bene ai salentini salvi ed agli emiliani che avrebbero evitato la B diretta, passando per lo spareggio. Zeman però non la prese bene e, per dimostrare di non condividere quanto stava avvenendo in campo, si spostò dietro la panchina. In effetti i 40mila del Via del Mare in quell’anno si erano abituati a ben altro spettacolo e salvarsi di braccino stava decisamente stretto ad uno dei Lecce più forti della storia.
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