“Meglio di un allenatore bravo e vincente c’è solo un allenatore bravo che è stato sfortunato negli ultimi anni, avrà motivazioni ancora più grandi, su cui punteremo tanto”. Così il presidente Saverio Sticchi Damiani presentava Eusebio Di Francesco il 2 luglio 2025, nei primissimi passi della stagione conclusa ieri con l’epilogo più bello: il Lecce sarà in Serie A per la quinta volta di fila ed Eusebio Di Francesco ha suggellato un successo personale dopo due retrocessioni di fila all’ultimo turno con Frosinone e Venezia e una sfilza di esoneri.
L’ultimo sorriso
Di Francesco torna a prendersi gli applausi di una tifoseria dopo l’eliminazione dalla semifinale di Champions League nel 2017/2018 con la Roma. DiFra fallì per poco la rimonta contro il Liverpool che sarebbe potuta valere lo scontro con il Barcellona. Quello che sembrava l’inizio dell’ascesa di un allenatore che già aveva fatto le fortune del Sassuolo divenne poi un tunnel lunghissimo. L’esonero dalla Roma nel 2018/2019 e le fallimentari esperienze con Cagliari, Sampdoria e Verona. Da lì Di Francesco ha deciso di accettare sfide “impossibili” anche snaturando il suo credo di calcio offensivo.
Lecce
La voglia di riscatto di Di Francesco ha dato il giusto input al Lecce. Il tecnico ha preferito il Salento, dove allenò per la prima volta in A da giovane rampante, ad altre situazioni più “comode” in categorie inferiori dove fare il suo calcio. Con il Lecce, Di Francesco è partito dall’equilibrio soprattutto difensivo fatto vedere nella seconda parte del campionato con il Venezia, a galla fino all’ultima partita persa con la Juventus senza il cannoniere principe Pohjanpalo.
L’allievo di Zeman ha confessato (prima di Lecce-Genoa) di essere stato suo malgrado ben poco zemaniano quest’anno. Il Lecce gli ha consegnato una rosa adatta all’obiettivo di lotta fino alla fine, con dei problemi nel roster punte (eccezion fatta per l’impresa Sassuolo-Lecce 2-3) ma con ali per sprigionare la ricerca della verticalità condivisa con l’area tecnica.
Chicche
Il rilancio di Banda, capocannoniere di squadra nella sua miglior stagione del quadriennio salentino, è un segnale. Lo zambiano è stato nominato dal tecnico come calciatore da valorizzare. Di Francesco ha dato lustro però anche a Tiago Gabriel, difensore formidabile nei duelli a campo aperto, e Ramadani, tornato ad essere colonna portante del Lecce. E Pierotti, lottatore primo per contrasti in Serie A, Danilo Veiga, Gallo, Siebert fatto crescere con sicurezza.
Per Di Francesco questo è stato il successo della rinascita. Non sono mancate le gratificazioni e gli elogi degli addetti ai lavori anche dopo le retrocessioni ma in un mondo crudele e a volte troppo attento a stupide etichette, amplificate dai social, Di Francesco era diventato un allenatore ormai poco fortunato. La straordinaria salvezza del Lecce ora permetterà di passare un’estate serena. Il riscatto è compiuto. Al di là del rinnovo automatico di contratto, ora chissà se Di Francesco e il Lecce continueranno insieme il percorso.
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Vai via CIUCCIONE È PISCIATURU
Salvezza dovuta solo a Di Francesco.
Ha dovuto modificare il suo credo calcistico perché ha capito il limite della rosa. Oltretutto priva di veri attaccanti.
Grande Mister! Impresa stratosferica…
Un grazie a tutti i ragazzi alla società,ma soprattutto al mister Di Francesco che ha saputo dare seppur nelle ultime partite la quadra a questa squadra, lottando anche contro i fantasmi del passato Grande
Ovvio che la tifosi del Lecce Siamo contenti Però possiamo dire se riusciamo a guardarlo con un minimo di obiettività che Come furono immeritate le due retrocessioni e questa salvezza è stata “immeritata’.
cerco di spiegarmi bene.
Al livello di rosa e parco giocatori sinceramente Fatico a trovare un lecce così scarso come quello di quest’anno.
Siamo stati anche molto fortunati con il calendario.
Un conto è giocare l’ultima contro una squadra lanciatissima per andare in Champions e comunque simile a molto forte, Altra cosa è incontrare una squadra che non ha più obiettivi.
Se l’anno scorso siamo stati fortunati quest’anno veramente è come se avessimo fatto sei al SuperEnalotto.
Il problema è che in società ma non capiscono che non è possibile andare avanti così è lo stesso allenatore ieri è stato molto chiaro. Lui sarà molto contento di restare ma Dategli una squadra adeguata perché se no poi ci troviamo sempre punto e daccapo, con l’acqua alla gola e noi tifosi col patema.
ALESSIO LECCE, ALIAS TONITTY ALIAS ZODIACO E VIA DICENDO, HAI TOPPATO ANCHE QUEST’ANNO, MA TU NON TIFI LECCE …FAUGNO TE TAULA
Rinnovo automatico già previsto.
…….c’e’ chi sta sui social a sputare veleno , nullafacenti perdigiorno, e chi invece lotta e alla fine vince, grazie mister , grazie us lecce