Dalla Serie B alla Serie A, le quattro salvezze di fila, il campionato Primavera ma non solo. I conti in ordine e l’aver portato il Lecce alle cronache internazionali sono due enormi motivi d’orgoglio per Pantaleo Corvino, che nella conferenza stampa d’addio ai colori giallorossi odierna non ha mancato di sottolineare proprio questi aspetti.
Tanto lavoro per un club in salute
Corvino ha spiegato ciò che lo ha portato ai saluti, dopo aver svolto il suo compito con dedizione: “Ho chiamato il presidente ed ho detto di far sapere ai soci la mia volontà. Ho preso un club non in salute e l’ho lasciato in salute, ma ora non avrei le forze per continuare a fare lo stesso per i miei tifosi. Siamo stati una squadra, io e il presidente, che ha fatto tanto per prendere questa squadra e portarla in A. I miei calciatori lo hanno saputo dai giornali, ma non volevo creare problemi nello spogliatoio. Ho ancora tanta passione, non ho mai preso il caffè con mia moglie perché mi alzavo prestissimo”.
Cammino vincente
Non è mancato un ripercorrere la strada fatta nei sei anni di ritorno nel Salento: “Ho portato al Lecce tanta Serie A, 3 vittorie della Serie B, tanti titoli giovanili con ben tre scudetti Primavera. Abbiamo fatto tanto, ma ora non ho le energie per continuare a fare lo stesso. Di solito quando comunichi qualcosa avverti, e non ho potuto farlo a dovere. Sono stati sei anni importanti, volevamo che il nostro territorio emergesse. Abbiamo dato tutte le cure possibili e immaginabili a questa terra, siamo partiti nel 2020 ed ho lavorato con tanta passione. Lascio il club più in salute d’Europa, non d’Italia con un patrimonio importante. Ringrazio ancora tanto questa società ed i suoi soci che mi hanno messo nelle condizioni di esprimermi al meglio”.
Legame
Tra i principali motivi d’orgoglio anche l’aver dato lustro al proprio territorio: Voglio salutare il Salento, il mio territorio, tutti i tifosi del Lecce. So che senso d’appartenenza c’è, so quanto è grande. So quando posso essere divisivo per i miei tifosi perché vendo i calciatori, quelli che li hanno fatti innamorare. Posso anche chiedere perché non posso essere capito io, che devo farlo per necessità come per necessità ho dovuto fare una Primavera di soli stranieri. La mia necessità era questa e perché io volevo che il Salento fosse conosciuto dalla Groenlandia alle Far Oer, del Lecce si parla dalla Groenlandia a Capo Horn. Ci sono grandi club che vengono nei migliori hotel, tutti conoscono il Lecce e a questo ci tenevamo. Saluto tutti i tifosi, anche quelli che mi hanno insultato perché magari gli sto sulla testa, non solo quindi quelli che amo. Voglio salutare tutti. E sono tanti, si veda lo stadio pieno che negli ultimi anni in A ha portato due milioni e mezzo di tifosi”.
I saluti
”Io e il presidente potevamo andare alla NASA a lavorare con i laser, invece siamo stati artigiani e spesso il nostro lavoro artigianale non è stato capito, ma in un calcio di algoritmi preferiamo lavorare ancora così. Mi auguro che il Lecce rimanga in Serie A ancora a lungo. Ora scusatemi se non risponderò alle domande ma non sarei lucido, un abbraccio a tutti”.
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Sempre e solo grazie al gran direttore Corvino 💛❤️🥳🥳🥳
Venezia Lecce
Bisogna considerare che ha 75 anni
Pamparusu
Addirittura.
De lu cugghiune ca sinti
Grazie Corvo….. adesso EUROPA!!!!
grazie
L’umiltà sempre il biglietto da visita invariato di questi sei anni che era con noi Corvino e anche oggi non si è sottratto 😁😁😁😁😁…
Malgrado tutto… malgrado delle critiche costruttive alle quali non mi sono sottratto in questi ultimi anni gli dirò sempre grazie compreso per quanto ci ha fatto vivere anche con la dirigenza Semeraro.
Non si può che dire grazie. Quello che ha fatto va al di là del calcio. Ha fatto conoscere un territorio il Salento, una città meravigliosa, Lecce. Un po’ tempo fa ho avuto la fortuna di conoscerti, in campi meno noti e notaio subito che eri un uomo “del fare”. Un augurio di una vita ancora stracolma di soddisfazioni.