Eusebio Di Francesco con il Lecce ha vinto una sua sfida personale dopo due retrocessioni all’ultima curva con Frosinone e Venezia. Nel settimanale della Gazzetta dello Sport, Germano Bovolenta ha tracciato il ritratto del tecnico che, dopo i successi con la Roma, non trovò continuitĆ con Sampdoria, Cagliari e Verona.
Finito? MacchƩ
All’arrivo a Lecce, qualche analista aveva definito Di Francesco un allenatore finito. Ebbene, il mister ha studiato e, con autocritica, si legge, ammesso quest’anno anche degli errori non suoi. L’epilogo ĆØ stato la salvezza. Di Francesco si ĆØ rivelato tutt’altro che finito. Ora, il rinnovo automatico di contratto ha prorogato la scadenza del suo accordo con il Lecce in attesa del nuovo corso tecnico della societĆ giallorossa senza Pantaleo Corvino.
La gioventù
Il ritratto comincia dalla giovane etĆ di Eusebio, chiamato cosƬ dal papĆ Arnaldo tifosissimo di Eusebio Da Silva Ferreira, leggenda del Portogallo. Con la mamma Silvana, la famiglia possedeva un albergo a Sambuceto e dopo la scuola il giovane Eusebio vestiva la divisa da cameriere per aiutare l’attivitĆ di famiglia. Tra calcio e ciclismo, poi, la scelta per il primo con gli inizi giovanili all’Empoli e la carriera in A con Piacenza, Roma, Ancona e Perugia.
Dopo il campo
A seguito del ritiro, Di Francesco non voleva fare l’allenatore. Il primo incarico fu da Team Manager della Roma, ma la strada non era quella. Poi, lo stop “marino”: con Daniele Delli Carri, Di Francesco rilevò uno stabilimento balneare a Pescara. Quel passaggio era necessario per “ripulirsi” dal mondo del calcio.
In panchina
Il percorso di Di Francesco allenatore iniziò poi a Lanciano, in Serie C. La tappa successiva fu casa, Pescara, al posto del maestro Zeman, da cui ereditò qualche idea di calcio offensivo “ma senza scimmiottare”. Sin dai primi tempi, passando poi per la scalata col Sassuolo e il successo della Roma 2017/2018, Di Francesco ha amato la difesa organizzata e aggressiva, i centrocampisti di corsa come era lui, i triangoli rapidi. I giocatori lo apprezzano e lavorano molto per lui e per i compagni: nelle sue squadre segnano difensori e mediani anche: il suo Lecce 2025/2026, senza un bomber da doppia cifra, ĆØ stato un esempio.
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