Educare ai ragazzi al fair play e alla legalità: Unione sportiva Lecce e Arcidiocesi territoriale fanno rete, offrendo l’opportunità ai giovanissimi tifosi delle parrocchie locali di trascorrere un’estate diversa e costruttiva. È stato presentato ieri nella sede della Curia vescovile l’accordo tra il club leccese e gli Uffici diocesani di pastorale giovanile e vocazionale: l’obiettivo è diffondere il valore del rispetto della vita, di se stessi e dell’altro, veicolandoli con uno dei mezzi più potenti per un adolescente, ovvero lo sport. Momenti di formazione e testimonianza all’interno di oratori e parrocchie da parte di giocatori e rappresentanti dell’Us Lecce, azioni incentrate su correttezza, gestione della sconfitta, rispetto delle regole.
«Il mondo dei ragazzi è descritto in chiave pessimistica, pericoloso e difficile da gestire – ha premesso don Salvatore Corvino, direttore del Servizio diocesano pastorale giovanile e vocazionale –. Vogliamo rovesciare questa prospettiva con una domanda diversa: non cosa fare per i giovani, ma chi vogliamo essere per loro. Nessuna agenzia educativa può farcela da sola, da qui il nostro accordo con Us Lecce, che ci ha dimostrato come il Lecce non sia solo una squadra di Serie A, ma è realtà che ha cura del territorio».
«Questo accordo è il coronamento di un modo unico in Italia di proporre il calcio professionistico di Serie A – ha aggiunto il presidente di Us Lecce, Saverio Sticchi Damiani –. Il club sta diventando sempre di più a portata di tutti e a servizio del territorio, ma per esserlo davvero abbiamo bisogno di qualcuno che ci spieghi come si fa: è bello essere guidati dall’arcidiocesi. L’accordo è aperto e ci saranno altre iniziative, perché è solo l’inizio di un percorso incominciato due anni fa con il “Natale giallorosso”. A riprova di ciò, mettiamo a disposizione della Caritas i nominativi delle mascotte che accompagnano in campo i giocatori, che invece in tutte le società italiane è fatto per business: diteci voi quali sono i soggetti che lo meritano di più. Ora mai, nel calcio si parla solo di denaro e mai di valori: sono orgoglioso di questo Lecce dei valori».
Salvatore Renna di Fondazione Caritas diocesana Lecce ha poi sottolineato l’importanza di «mettere in relazione la chiesa con le più prestigiose realtà del nostro territorio, percorrendo vie nuove per raggiungere le periferie geografiche».
«Siamo contenti di avere a che fare con una società sportiva che porta avanti con dignità i valori del territorio e che ha una ricaduta educativa anche per lo stile del fare azienda: le esperienze in atto hanno prodotto risultati», ha commentato l’arcivescovo di Lecce, monsignor Raffaele Panzetta. Infine, per don Luca Nestola, direttore dell’Ufficio diocesano oratori e sport, anche l’educazione sportiva va «nella direzione di una vita buona secondo il Vangelo».
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