Lorenzo Venuti vuole ripartire dopo la lunga assenza dovuta allo stop a seguito della lesione del legamento crociato anteriore patita durante Sampdoria-Reggiana del dicembre 2025.
Voglia di tornare
A tmw, l’ex Lecce racconta il suo stato d’animo: “Mi è mancata la terra sotto i piedi, ma adesso sto bene e ho voglia di tornare a correre per onorare il sacrificio con il sudore. Non posso negare che è stata dura, ho perso di punto in bianco tutta la mia quotidianità e riorganizzarsi, anche mentalmente, è un esercizio che prevede molta elasticità. Periodi così aiutano a conoscersi meglio? È stato un viaggio a tappe, ho superato tutte le fasi. All’inizio prevale un po’ di angoscia. Quando intravedi il primo bagliore, non puoi ancora avere il fisico a sostegno e c’è uno squilibrio testa-corpo che va appianato nel tempo, nutrendo lo spirito”.
Calcio italiano
Il discorso si sposta poi sulle differenze tra il passato e oggi, momento buio per il calcio italiano: “Mi piacerebbe che ogni problema si affrontasse partendo sempre dal campo, ma mi rendo conto che invece le soluzioni le si cerchi spesso a distanza del rettangolo di gioco. Cosa voglio dire? La formazione degli allenatori è fondamentale per elevare il sistema calcio e ce lo sta spiegando la Spagna, che ai Mondiali non era forte quanto la Francia, ma ha vinto con la propria idea. E se anche avesse perso, con quei principi, che coltiva da anni, tutti i giorni, può competere ad alto livello”.
Giovani
E infine: “Ai miei tempi, quando mi allenavo in prima, mi spogliavo in qualche sgabuzzino. Oggi c’è una tutela diversa e si sentono tutti in dovere di fare immediatamente le stesse cose che magari un altro calciatore ha conquistato dopo cinque o sei anni. Io credo che all’inizio si debba pensare innanzi tutto ai doveri e che ognuno debba costruirsi una strada con rispetto”
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