I numeri di Inter-Lecce 2-0: i giallorossi concedono poco, ma resta la poca concretezza davanti

La partita persa meritatamente a San Siro disegna un quadro dove, oltre all’ottimo approccio da parte dell’Inter, nettamente superiore e concentrata, il Lecce è apparso ancora una volta impreciso nella costruzione

Perdere al Meazza contro la seconda forza del campionato desiderosa di riscatto e attesa da risposte dopo una settimana difficile ci sta. In più, la sconfitta è tollerabile visto il debutto sul rettangolo verde di Milano da parte di numerosi calciatori del Lecce. Per Marco Baroni la sconfitta di ieri è stata una “lezione” che insegnerà tanto in vista dell’ultimo sforzo da centrare per la salvezza, ma, come in ogni tappa del percorso di crescita, sono apparsi evidenti gli aspetti da migliorare per restare in linea con il cammino fatto.

L’Inter, vincente con le reti di Mkhitaryan e Lautaro, ha raggiunto un indice di pericolosità di 1.05, ben sotto la media stagionale di 1.89. Ciò vuol dire che il Lecce ha concesso poche occasioni all’attacco interista, pericoloso oltre che con i gol (0.19 per l’armeno al 29′ e 0.30 per Lautaro al 66′) in poche altre occasioni. Nei 13 tiri (4 in porta), si segnala il colpo di testa di Dzeko nel primo tempo (0.07) e il guizzo di Lautaro Martinez al 53′ (0.13). La squadra di Inzaghi, non propriamente in salute, ha giocato sottomedia anche in altri aspetti offensivi come attacchi di posizione con conclusione, 18,75 (6 su 32) contro 29.7, ma sfruttando, e non accade di solito i contropiedi.

Il Lecce, purtroppo, è continuato sulla scorta della poca concretezza offensiva. L’xG si è fermato a 0.57. Dopo gli 0 tiri in porta contro il Sassuolo, ieri a San Siro solo Ceesay al 17′ (0.05) ha chiamato Onana alla parata, mentre i sussulti più pericolosi sono stati quelli di Di Francesco al 74′ (0.26) e, in avvio, di Maleh (0.10 su un tiro respinto dopo aver temporeggiato un po’ troppo). Come prospettato, il Lecce ha giocato poco il pallone (40% di possesso). Sale ancora il dato degli attacchi di posizione conclusi con tiri (45% contro 31% di Lecce-Sassuolo) ma c’è poco o nulla su contropiedi (zero) e palle inattive (una conclusione, il tiro di Di Francesco, su calcio dalla bandierina di Oudin).

Difensivamente resta la gara positiva dei giallorossi, privi per la prima volta in stagione di Baschirotto. Il 50% di duelli vinti, in un palcoscenico difficile come San Siro contro l’Inter, è un dato sopramedia (47.1%), come i 50 intercetti e il 100% sui tackle scivolati riusciti con in copertina l’intervento salva-risultato di Gendrey al 37′ su Dumfries liberato dal lavoro da play offensivo dell’eterno Dzeko. La costruzione e la precisione nei passaggi è migliorata nella ripresa, ma resta il tallone d’Achille dei tiri in porta.

Redazione

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4 Commenti
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Ernesto
3 anni fa

Pantaleo, incomincia a guardare in casa Cremonese,ci sono 4/5 elementi che possono servire, Okereke, Desser meite,sernicola Benassi e l’esterno sinistro basso Valeri

Commento da Facebook
3 anni fa

Che scoperta sensazionale! È da settembre che si è capito che non abbiamo punte all’altezza. A gennaio non si è voluto intervenire.

Bar Biggi BRUNICO
3 anni fa

Pensare di fare risultato a Milano dopo che l INTER aveva perso a Bologna era proibitivi,,l INTER non ha concesso niente,,il nostro attacco e si limitato ma sufficiente per la salvezza che fino ad oggi sembra fattibile,,mai in zona retrocessione e se non ci sarà un crollo si salverà qualche giornata prima ,,,certo che a gennaio si poteva rafforzare il reparto attacco e non sicuramente con altri difensori centrali,,

MerendaD
3 anni fa

Vero!!

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