L’intervista al collega Guglielmo Trupo di ForzaParma.it per conoscere nel dettaglio il nuovo allenatore del Lecce
Nella storia del Roberto D’Aversa allenatore c’è inciso a caratteri cubitali il nome del Parma. Nella città ducale il neo allenatore del Lecce ha ottenuto grandi successi come due promozioni di fila C-A e due ottimi piazzamenti nel massimo campionato con tanto di lotta Europa League nel 2019/20, non riuscendo invece a compiere il miracolo salvezza nell’ultima parte della stagione successiva dopo il deludente cammino di Liverani. Per conoscere ancor meglio il tecnico di Stoccarda abbiamo sentito il collega Guglielmo Trupo di ForzaParma.it che ci ha raccontato nel dettaglio Roberto D’Aversa.
Che ricordi ha lasciato a Parma l’allenatore abruzzese?
“Ha lasciato ricordi strepitosi dal punto di vista dei risultati perché quel che ha fatto lui non è facilmente ripetibile, tant’è che da quando lui, così come Faggiano e i vari soci hanno lasciato il Parma non è riuscito tanto a replicare le stagioni precedenti. Questo almeno guardando ai risultato. Poi non è un tecnico che brilli particolarmente per empatia, ma il cammino gialloblù resta a dir poco strepitoso. Questo nonostante la retrocessione post suo ritorno in Emilia, quando comunque la squadra retrocesse certo non per colpa sua, o almeno non solo sua. Commise l’errore di accettare, considerando che poi il mercato non fu fatto per come voleva anche se i giocatori c’erano. Mancava però il contorno perché lavorasse nel modo in cui aveva bisogno”.
Come definiresti il suo stile di gioco?
“Sicuramente uno stile di gioco concreto, che bada al sodo e dà risultati, solo però se tutto l’ambiente lo segue, così come la squadra. Sarà dunque necessario per lui trovare gli ingredienti giusti per cucinare le sue ricette. Non è un tecnico che insegue il calcio spettacolo quanto piuttosto che punta su cinismo e concretezza. Si può considerare così un risultatista”.
È uno do quei tecnici in grado di lavorare particolarmente bene con i giovani?
“Sa far lavorare i giovani. Ha lanciato prima Mazzocchi, poi Bastoni, Dimarco, Kulusevski quando nessuno li conosceva. È bravo a lavorarci e farli crescere. Certo, gli piace avere elementi d’esperienza in rosa come riferimenti, a Parma aveva Gervinho, Bruno Alves, Inglese, in C aveva Calaiò”.
Il 4-3-3 è il suo marchio di fabbrica. Ha saputo proporre anche moduli alternativi nella sua esperienza parmigiana?
“Non si è mai focalizzato sempre e solo con un modulo. Quando arrivò qui optò per il 3-5-2, giocando poi le finali con il 4-3-3 ed utilizzando spesso anche il trequartista. Conosce la materia e sa dunque adattarsi”.
Come pensi andrà il suo cammino in un club come il Lecce?
“Spero bene, vista la piazza in cui si trova a lavorare, composta da tifosi straordinari e lo abbiamo visto anche in questo campionato”.
Che rapporti potrebbe avere con una piazza così calda?
“Lavorerà in una piazza del sud, calda e dunque esigente. Dovrà essere bravo a creare un ambiente che lotti unito in un’unica direzione. Ha grande temperamento e personalità predominante. Quando allena una piazza calda riesce a dare il meglio di sé solo se si compatta con tutto l’ambiente”.
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Speriamo
Buon lavoro mister
Siete già retrocessi rassegnatevi sperate che si dimetta ma conoscendo il soggetto non credo vedi Lanciano faceva giocare solo chi era raccomandato
Effettivamente era meglio prendere qualcuno che non ha la minima idea di come salvarsi in serie A, ma secondo voi…D’Aversa dopo due flop accettava di fare un salto nel buio?
Sempre sto commenti contro tutti neanche hanno firmato e già a sparare sopra lo è stato anche con Baroni in B ed in A, come lo avete fatto contro una squadra che a fine campionato è arrivata prima e siccome non eravate soddisfatti vi siete ripetuti lo scorso campionato dove se non alla fine del campionato la nostra salvezza non è stata mai messa in discussione tanto da stare 11 punti sulla terzultima
Dategli una rosa forte e farà benissimo.
concretezza parola magica. Benvenuto Mister
Allenatore del anti gioco
…Pavoletti al 94°! Poi, solo poesia…😘
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Nell’accezione più comune, il termine “esaltarsi” non è che sia proprio quello più consono al nostro stile ed alle ambizioni della pur calda piazza! Diciamo pure che ci “basta” un campionato dignitoso in cui ogni protagonista dia il massimo per onorare i Colori della nostra Terra! I traguardi raggiunti, poi, ne saranno una diretta conseguenza!
AVANTI LECCE, AVANTI SALENTO!