“Sono il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via tutti i giorni perché è un modo per sdebitarmi con la squadra della mia città. Il Lecce rappresenta tutto il Salento. C’è una passione enorme, maggiore rispetto alle nostre risorse. Dando il massimo provo a restituire quello che ho ricevuto”. Pantaleo Corvino si racconta all’inserto del Corriere della Sera (“Il bello dell’Italia”) e affronta una serie di temi legati al presente e al passato.
E poi gli aneddoti: dal papà, tifoso della Fiorentina, morto prima di poterlo vedere realizzato (“è un dispiacere che mi porto dentro”) fino alla nascita del terzo figlio. “Mi chiama mia suocera per dirmi che è nato il nostro terzo figlio. Ero in turno all’Aeronautica, di notte. Al mattino andai a vedere una partita, in ospedale arrivai ore dopo il parto. Quando uscimmo chiesi a mio cognato di accompagnare mia moglie a casa: io dovevo portare a Torino quattro ragazzi per un provino”.
E il presente: “La salvezza resta il nostro obiettivo, più difficile da raggiungere perché il livello delle medio-piccole si è alzato”.
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Core te sta terra! Forza Lecce! Mai domi! 💛❤💛❤
Sei un Grande 💛❤️💛❤️💛❤️