INTER 9 – Campionato dominato in lungo e in largo per una squadra che ha nel non aver fatto meglio in Champions l’unico rimpianto della stagione. I nerazzurri ci mettono poco a prendere il largo ed a respingere l’attacco invernale di una Juve rimbalzata anche solo per aver provato ad tenersi vicina ad un collettivo che quest’anno ha fatto un altro sport rispetto agli avversari, sempre efficace e molto spesso anche spettacolare
BOLOGNA 8,5 – La sorpresa numero 1 del campionato regala a Bologna una clamorosa qualificazione nell’Europa che conta dopo oltre mezzo secolo. Thiago Motta ha ottenuto il massimo da un collettivo giovane e spregiudicato, esaltando praticamente ogni singolo ed in particolare lo strapotere difensivo di Calafiori e la classe da 9 atipico di Zirkzee
ATALANTA 8 – Torna tra le prime quattro andando oltre ogni più rosea previsione influenzata da quanto il gruppo nerazzurro sia cambiato negli ultimi anni. Mettendoci spettacolo, intensità e chiudendo in crescendo riesce non solo a fare bene in campionato, ma anche a sfiorare il successo in Coppa Italia ed a prendersi l’Europa League schiantando il Bayer Leverkusen degli invincibili
LECCE 7,5 – Chi può pensare che esaltare il cammino del Lecce possa essere figlio di tifo e passionale vicinanza dovrebbe ricordarsi, cosa tanto noiosa quanto indiscutibile, che parliamo di una squadra che per spese, età media e monte ingaggi sarebbe dovuta partire ultima nei pronostici. Invece i giallorossi fanno sognare e divertire (non solo il Salento), poi crollano e soffrono un po’ come avvenuto l’anno prima per tornare su e prendersi la seconda salvezza di fila stavolta con meno patemi
GENOA 7,5 – Neopromossa solo sulla carta, visti nomi e conto in banca, aspetti che certo non possono togliere valore al gran lavoro di Gilardino. Mai invischiato nelle zone rosse, il Grifone chiude con un undicesimo posto da applausi sulla spinta di un Marassi sempre infuocato e dei gol di un Gudmundsson da piani alti della classifica
FIORENTINA 7 – Inizio da sogno, poi un fisiologico calo e la paura di restare con un pugno di mosche in mano. Il tutto figlio di una rosa fatta di elementi di qualità ottima e continuità poca, che alla fine si prendono un’ottima ennesima qualificazione Conference lasciandosi sfuggire però anche quest’anno la Coppa al cospetto dell’Olympiacos
VERONA 7 – Ormai abituati alle partenze ad handicap (ma stavolta nelle prime due erano stati addirittura sei punti), gli scaligeri stavolta hanno davvero voluto strafare. Girone d’andata deludente, smobilitazione e cessioni che sembravano far preludere una retrocessione scontata ed invece Baroni capace di fare meglio con un collettivo tecnicamente impoverito e sotto tutti gli altri aspetti invece rafforzato
CAGLIARI 7 – L’ultima delle neopromosse, come già fatto l’anno scorso, lascia il meglio per la fine, riuscendo con pazienza a mettersi alle spalle le difficoltà e sopperendo alle mancanze della rosa con una quadratura che tante dirette concorrenti non avevano. Merito, manco a dirlo, del “solito” Sir Claudio, che ha voluto chiudere una carriera fatta di “comeback” nella sua Isola felice
TORINO 6,5 – Vorrei ma non posso, potrei ma non voglio ed alla fine un’Europa sfuggita causa impresa greca sulla Fiorentina. Il Toro gioca un campionato in cui i mugugni sono stati più dei sogni, meritando comunque la discreta promozione dell’operato di uno Juric da cui ci si sarebbe atteso qualcosa in più. Qualche gol preso di troppo, pochi realizzati nonostante il colpo Zapata ed i soli Bellanova e Buongiorno a brillare davvero tra i tanti giovani
MILAN 6,5 – Il secondo posto è risultato da non buttare soprattutto se si veniva da un quinto posto sul campo. Impossibile andare oltre la sufficienza pienissima, perché in ogni coppa i rossoneri hanno floppato ed anche per questo si è chiuso tra la contestazione della tifoseria e l’addio in sordina all’uomo che aveva riportato il Tricolore, Stefano Pioli. Eppure per buoni tratti il “solito” treno Theo-Leao-Giroud con in aggiunta i promettenti Loftus-Cheek e Pulisic avevano fatto sperare i tifosi rossoneri
JUVENTUS 6,5 – Il successo in Coppa Italia alza leggermente quella che sarebbe stata altrimenti una sufficienza striminzita. I bianconeri da un lato raggiungono l’obiettivo ufficiale della qualificazione Champions, dall’altro lo fanno con eccessivi patemi finali in relazione ad un vantaggio sperperato ed a costi di rosa ed ingaggi comunque ancora elevati. Considerata l’assenza di impegni europei si poteva tener meglio la scia di un’Inter comunque nettamente superiore
MONZA 6 – Ben lontana dall’essere una squadra appena al secondo anno di A, la compagine brianzola non è andata molto oltre il compitino. La rosa aveva qualità e soprattutto esperienza per fare meglio di un campionato tranquillo. Si poteva anche osare di più, anche avvicinando la zona Conference, o comunque andando oltre un dodicesimo posto senza infamia e senza lode
EMPOLI 6 – L’obiettivo finale raggiunto come discriminante nella sottile linea tra il trionfo ed il fallimento. In realtà i contorni sono molto più sfumati, senza nulla togliere all’ancora una volta ottimo lavoro di Nicola che senza la Roma un po’ leggerina dell’ultimo turno stavolta non sarebbe valso la permanenza, probabilmente. Il rischio di non farcela, soprattutto a causa del pessimo avvio con Zanetti
LAZIO 5,5 – Chiamarlo flop viste le spese sempre contenute rispetto alle dirette concorrenti sarebbe certo stato ingeneroso, così come giudicare all’altezza un cammino senza lampi d’entusiasmo e con più bassi che alti. Per carità, la Champions con un ottimo ottavo di finale si è portata via energie, ma i biancocelesti non sono stati quasi mai in lotta per i primi quattro posti conquistati in scioltezza solo un anno prima. Ed a farne le spese è stato Sarri, con Tudor capace di raddrizzare il tiro ottenendo almeno l’Europa League e coltivando il sogno finale di Coppa Italia
ROMA 5,5 – Arrivare dopo diverse stagioni davanti ai cugini non è sufficiente a salvare la stagione. Fuori nel derby in Coppa Italia, meglio in Europa League ed in campionato quasi sempre sotto la linea della qualificazione in Champions League. Troppo poco per le spese effettuate soprattutto per un tecnico, Mourinho, che ha annoiato con il gioco ed ancora una volta deluso in una A che soltanto con l’approdo di De Rossi è tornata a regalare emozioni al sempre sold out Olimpico
FROSINONE 5,5 – Senza dubbio l’insufficienza meno meritata e dunque più leggera, benché inevitabile vista una retrocessione che poteva tranquillamente non verificarsi. Arriva così la terza delusione in altrettante stagioni di A, quest’ultima che fa decisamente più male delle altre se si considera che per due terzi di annata i ciociari sono stati molto più a ridosso della metà classifica che della zona rossa. Per gioco ed emozioni avrebbero meritato molto più di Empoli e Udinese, contro cui ha pesato esclusivamente il sanguinoso scontro diretto finale
UDINESE 4,5 – Senza il Lecce “leggero” post salvezza appena ottenuto, il rigore di Samardzic a tempo scaduto con l’Empoli o ancora le prodezze a ripetizione di Okoye a Frosinone staremmo parlando di una delle più clamorose retrocessioni delle ultime stagioni. Insomma, nelle ultime tre giornate ai friulani è davvero girato tutto come meglio non poteva, salvandovi da un baratro che da trent’anni non vedevano da così vicino. Resta il pessimo cammino di una squadra che era stata costruita per a metà classifica
NAPOLI 3,5 – Una squadra vincitrice dello Scudetto che, con una rosa cambiata pochissimo, passa dal dominare al Serie A ad un assurdo decimo posto basterebbe per descrivere quanto pessima sia stata l’annata partenopea. Paradossalmente il meglio gli azzurri lo hanno dato col pur deludente Garcia, che quantomeno li ha a lungo tenuti agganciati al treno Top 5 per poi abbandonarsi in via definitiva con Mazzarri e Calzona. Stavolta i terremoti firmati ADL non hanno portato l’effetto sperato, andando a far evaporare le certezze di un gruppo che poteva anche non viaggiare più alla perfezione facendo comunque bene
SASSUOLO 3 – La più abbiente delle squadre di bassa classifica si scioglie alla prima lotta per non retrocedere affrontata dopo circa un decennio. Dionisi non riesce ad infondere carattere ad una squadra impoverita tecnicamente rispetto alle precedenti stagioni, Ballardini non replica i miracoli fatti in altre occasioni. Difesa disastrosa, centrocampo abulico ed un attacco che, senza Berardi, non è probabilmente da Serie A nonostante Pinamonti e Laurienté
SALERNITANA 3 – Una delle peggiori retrocesse di sempre, mai davvero in corsa per evitare il ritorno in B. I granata si tirano presto fuori dalla querelle alzando bandiera bianca già ad inizio marzo, pur palesando ben prima limiti che inizialmente il mercato estivo non aveva lasciato immaginare fossero così importanti. Questo dà evidentemente valore alle due salvezze precedenti, quando forse si era andati anche oltre le proprie possibilità venute fuori tutte insieme, con tutti i loro difetti
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Qualche squadra non si è comportata bene a fine campionato firmato Angelozzi, a domanda di chi si tratta risposta chi lo ha fatto lo sa.
Mi sembra un po’ ingeneroso, soprattutto per il Lecce, far passare il messaggio che i friulani si siano salvati solo grazie alla vittoria al via del mare.
È vero, un Lecce con più fame di vittorie avrebbe approcciato in maniera diversa la partita, ma l’Udinese ha fatto molti punti pesanti contro le big e nel finale ha rischiato anche di vincere a Bologna.
Il Monza 6 e il lecce 7,5? Dobbiamo ridere? Il Monza si è salvato con due mesi di anticipo
Ui iti spisu puru e mutanne te mamme osce…nui cu quattru sordi…ciucciu
Udinese malissimo se fossero scesi in B. Ma in fondo si sono salvati. Han fatto peggio dello scorso anno, ma nulla di drammatico.