I numeri di Lecce-Bologna 2-2: giallorossi superiori in attacco con legni e occasioni

Le statistiche della partita pareggiata all’ultimo grazie al guizzo di Camarda non premiano sufficientemente l’abnegazione locale

Il Lecce pareggia alla fine una partita che avrebbe potuto e anche probabilmente meritato di vincere. Il 2-2 del Via del Mare scuote un po’ un ambiente sopito dalle quattro sconfitte di fila e dà benzina emotiva in vista dello scontro diretto di sabato a Parma. Il gol di Camarda è arrivato sul gong a chiusura di una contesa in cui il Lecce ha pagato a caro prezzo due (però evidenti) disattenzioni difensive in un andamento di gara diligente e senza cali verticali come accaduto nei ko precedenti.

Nonostante un’ampia differenza di possesso palla (33% a 67% per il Bologna) il Lecce ha accumulato più pericolosità offensiva: 1.80 di xG a 1.37 con 12 tiri a 14 (4-5 in porta, 5-3 fuori, 3-6 respinti, 10-9 dall’area e 2-5 fuori). I legni colpiti da Morente, Coulibaly e Pierotti e le occasioni fallite da Gallo e Tiago Gabriel avrebbero potuto incanalare la partita in direzioni diverse dal vantaggio per il Bologna (superiore in calci d’angolo 3-9) centrato con Odgaard. Il Lecce è stato più impreciso rispetto al solito: 66% di passaggi ok (166/252) contro l’85% del Bologna (442/517). Difensivamente, i giallorossi sono stati molto efficienti nei tackles: 17/21 ok e 60 contrasti vinti (Bologna 53). Più lavoro per Falcone rispetto a Skorupski. I tiri di Rowe e Orsolini in avvio hanno alzato gli xGot affrontati dal capitano giallorosso a 1.66 (gol evitati -0.34) contro l’1.47 (-0.53) del polacco.

Pierotti ha fatto una partita da calciatore totale: 3 tiri (un legno e due tentativi di ribattuta dopo i pali di Morente e Coulibaly), 4 dribbling (pari con Rowe), 7 contrasti aerei (in vetta con Ferguson) e 22 contrasti vinti: primo della gara davanti a Moro e Rowe (14). N’Dri si è rivelato un’insidia spacca partita: 5 palloni toccati nell’area avversaria nonostante l’ingresso al 77’. Come lui Dallinga e Orsolini con più minutaggio. In difesa, Danilo Veiga e Tiago Gabriel hanno vinto tutti e 3 i tackle provati.

Redazione

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6 Commenti
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Carla
11 mesi fa

Non sono certo un DS ,,ma permettetemi di scrivere che questo LECCE , con l esperienza di CALABRIA, calciatore di livello e esperienza,,SVINCOLATO e quindi a costo zero,,, ORISTANO,, qualità e profilo di prospettiva,,,e BRESCIANINI da chiedere nella trattiva con l ATALANTA in prestito,,sarebbe stato completo e di QUALITA,,,LA TIFOSERIA AVREBBE APPREZZATO,,,visto che le scommesse da poter valorizzare c erano già in Rosa,,,

Ilnazario
11 mesi fa

Tutto questo vantaggio del Bologna non lo vedo. In pratica hanno segnato su rigore e L altro goal lo hanno fatto per errore del Lecce. Falcone quasi inoperoso o meglio nel primo tempo fa fatto 2 parate. Nel 2 tempo inoperoso. Il Lecce ha fatto 2 reti e 3 legni. Gallo migliore in campo. Quindi in conclusione il pareggio sta stretto al Lecce

Commento da Facebook
11 mesi fa

Beh con 3 legni colpiti sicuramente

Core presciatu UL
11 mesi fa

Integrare subito Maleh e Guilbert!!!

Alessio Lecce
11 mesi fa

Fin quando ci sarà l’impegno, la dedizione, la grande dignità vista ieri, la squadra non può che essere applaudita.

Ovviamente i limiti sono evidenti, soprattutto nel reparto difensivo e nella fase propulsiva del centrocampo.

La qualità non si inventa tout court senza adeguati investimenti.

Non a caso, e ho apprezzato il bagno di umiltà del Mister e dei ragazzi in campo, abbiamo giocato spesso con i lanci di Falcone.

Sul lato sinistro si è visto un Gallo finalmente propositivo.

I nostri laterali bassi a destra, nel massimo rispetto per i ragazzi, sono palesemente inadeguati alla categoria.

Mi sono piaciuti, in termini di volontà e vivacità, anche gli ingressi di N’Dri e Banda.

In sostanza, permettetemi la metafora, siamo partiti per la guerra con pochissime armi e con gli scarponcini di cartone, in un campo di battaglia, la serie A, impervio e molto difficile.

Naturalmente la colpa non è della truppa (la squadra), ma di chi deliberatamente e nonostante gli importanti mezzi finanziari disponibili (almeno per mantenere la categoria), l’ha spedita in un teatro di combattimento così duro.
Ma finché ci sarà la dignità e la voglia di non arrendersi di chi va in campo e porta i nostri colori…

Alessio Lecce
11 mesi fa

Fin quando ci sarà l’impegno, la dedizione, la grande dignità vista ieri, la squadra non può che essere applaudita.
Ovviamente i limiti sono evidenti, soprattutto nel reparto difensivo e nella fase propulsiva del centrocampo.
La qualità non si inventa tout court senza adeguati investimenti.
Non a caso, e ho apprezzato il bagno di umiltà del Mister e dei ragazzi in campo, abbiamo giocato spesso con i lanci di Falcone.
Sul lato sinistro si è visto un Gallo finalmente propositivo.
I nostri laterali bassi a destra, nel massimo rispetto per i ragazzi, sono palesemente inadeguati alla categoria.
Mi sono piaciuti, in termini di volontà e vivacità, anche gli ingressi di N’Dri e Banda.
In sostanza, permettetemi la metafora, siamo partiti per la guerra con pochissime armi e con gli scarponcini di cartone, in un campo di battaglia, la serie A, impervio e molto difficile.
Naturalmente la colpa non è della truppa (la squadra), ma di chi deliberatamente e nonostante gli importanti mezzi finanziari disponibili (almeno per mantenere la categoria), l’ha spedita in un campo di battaglia così duro.
Ma finché ci sarà la dignità e la voglia di non arrendersi di chi va in campo e porta i nostri colori…

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