IL MOMENTO. «Dal punto di vista psicologico il Lecce ci arriva senza dubbio meglio perché a Firenze ha battuto una squadra che sta attraversando una fase di crisi, ma che è stata costruita per traguardi di rilievo. Lo ha fatto con una prestazione robusta, sfruttando bene i momenti propizi e soffrendo quando c’è stato da stringere i denti. In questi casi, l’autostima del gruppo cresce e si lavora in un clima di grande entusiasmo. Il Verona, di contro, è reduce dalla sconfitta rimediata contro l’Inter, in casa, in pieno recupero e quando si perde nell’extra time, anche se contro una big, c’è sempre tanta amarezza e il morale non può essere certo alto. Gli scaligeri hanno raccolto sin qui meno di quanto avrebbero meritato».
STULIC. «Il serbo è alla sua prima esperienza in Italia. Viene da altri contesti ed ha bisogno di tempo per adattarsi alla nuova realtà. Da un attaccante, però, tutti si aspettano che faccia centro e quando ciò non accade la cosa pesa. Io vivevo malissimo i periodi nei quali non riuscivo ad andare a segno. Per quel che riguarda l’ex Milan, è talentuoso, ma è pur sempre un 17enne che va fatto maturare senza assilli, per gradi. La sua crescita passa anche attraverso la gioia della rete firmata contro il Bologna ed il penalty fallito contro il Napoli. Tutta esperienza».
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