Sul Quotidien in Francia è stata pubblicata un’intervista all’ex difensore del Lecce che dopo il ritiro ha spiegato tutte le sue difficoltà psicologiche affrontate nel corso della sua carriera.
«La solitudine è stata la mia realtà quotidiana per molto tempo. A volte ti perdi, vedi solo i tali più oscuri della vita. Succede che ti isoli e basta. Ho smesso di rispondere ai messaggi per un lungo periodo. Spesso ero irraggiungibile e non avevo voglia di sentire nessuno».
Un periodo che riguarda in particolare gli anni in cui ha giocato con la maglia del Barcellona.
«Se nei centri sportivi ci parlavano di salute mentale? No. Zero e per questo che credo che noi atleti abbiamo di supporto sin da bambini».
Riguardando il suo passato Umtiti ha analizzato come potrebbero evitarsi in futuro questo tipo di situazioni che non riguardano tanto l’aspetto fisico del giovane giocatore ma quello psicologico.
«Li ti dicono che dobbiamo essere forti. Che ci sarà competizione che dovrai gestire la pressione e di vincere sempre. Non si rendono conto di quanto sia pesante ogni giorno. Solo adesso credo che le cose stiano iniziando a cambiare. E’ da poco che i club coinvolgono gli psicologi. Ma è un bene. I giovani possono aprirsi e parlare della loro vita professionale, ma anche personale».
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