C’era anche il calabrese Maurizio Raise, in rappresentanza degli “Eroi del 1985”, ieri pomeriggio a Rende, nella Chiesa della Santissima Trinità di Contrada Saporito, ai funerali di Carmelo Miceli. È stato proprio l’ex centrocampista giallorosso, tra gli artefici della storica promozione in serie A, a leggere il saluto dei vecchi compagni di squadra al capitano.
IL SALUTO. «Ciao “Maresciallo” – ha detto tra le lacrime -. Così ti chiamavamo in campo e fuori. E tu, con un mezzo sorriso, gonfiavi il petto compiaciuto e rispondevi presente sempre. Ogni giorno, nelle vittorie e nelle sconfitte. Ci sei stato sempre! A Lecce abbiamo imparato ad aiutarci tutti, a lottare insieme sul campo, ad essere fratelli anche fuori, a essere squadra e tu, a dare l’esempio, indossando la maglia giallorossa con orgoglio, come una seconda pelle. La gente di Lecce lo ha capito e ti ha amato subito. Noi compagni di tante battaglie sapevamo che potevamo contare sempre su di te, uomo vero. Ci mancherai», ha concluso Raise sotto lo sguardo commosso della famiglia di Carmelo, la moglie Patrizia Volpe, i figli Erika, Fabiola e Mirko, la nuora Silvia, gli amati nipotini, i fratelli, le sorelle, i cognati, i nipoti e i parenti tutti. Presenti decine di persone che hanno voluto rendere omaggio all’uomo prima del calciatore.
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