Paolo Baldieri, ex calciatore del Lecce e in passato allenatore nelle giovanili della Figc, commenta il momento nero del calcio italiano, la terza mancata partecipazione ai Mondiali. Intanto c’è un problema tattico, spiega Baldieri: «Abbiamo difficoltà a reperire gente che salta l’uomo. Ce ne sono pochissimi tra gli italiani. Si insegna ai ragazzi ad arrivare sulla fascia e poi fare giro palla per non perdere il possesso. E così vengono fuori calciatori con scarsa personalità, senza l’indole di saltare l’uomo. Fateci caso: sulla fascia ci arrivano i terzini. Gli esterni alti non crossano più come una volta, perché spesso giocano a piede invertito. Queste sono le esigenze tattiche odierne».
Più fantasia
«Venticinque anni fa ho lavorato per quattro anni nella scuola calcio della Figc e ho scritto un programma, che è ancora valido. Penso che serva abituare il bambino a far venire fuori la fantasia, l’estro. Dare ai bambini l’input a non avere dei vincoli troppo stringenti, più possibilità. È insegnare come ragionare velocemente. Però aggiungo un concetto: ci sono allenatori nei settori giovanili che pensano di fare gli allenatori già alla scuola calcio. Lì però non servono tecnici, servono insegnanti, sia di vita che di calcio».
L’intervista è di Giuseppe Andriani sul Nuovo Quotidiano di Puglia.
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