Guido Angelozzi è stato interpellato sulla retrocessione del Bari in Serie C. Il dirigente, in carriera, ha lavorato sia nel capoluogo pugliese sia nel Lecce.
Giallorossi
“Sta facendo benissimo, altrimenti non parteciperebbero al quinto campionato di A. è frutto di un lavoro avviato tanti anni fa, quando la squadra era in C, con un professionista di valore come Saverio Sticchi Damiani, che si è messo a capo di un progetto che ha attratto il territorio. Hanno avuto la capacità di non fare un dramma quando la squadra ha giocato per anni in C. Poi è cominciata l’ascesa, con l’aiuto di sponsor e finanziatori locali, ma ancora di più con il ritorno di Pantaleo Corvino, che dal mio punto di vista è uno dei dirigenti più preparati del calcio italiano. Ogni anno fanno clamorose plusvalenze e pur vendendo i pezzi pregiati si salvano: meglio di così”.
Modello Lecce a Bari?
“Tutto si può fare, ma è necessario che gli imprenditori locali prendano a cuore le sorti della squadra della città. Fermo restando che il club è ancora in mano dei De Laurentiis. E mi auguro con tutto il cuore che in loro scatti il desiderio di rivincita dopo questa retrocessione in C. Cosa si fa adesso? Nel calcio la vita continua. Bisogna guardare avanti e cercare in che modo reagire a questa disavventura. Bisogna capire da quali basi ripartire”.
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Tocca prima cangi la popolazione… poi se ne parla! Salento alchimia unica. La storia a noi ha lasciato le orme, a loro i MITILI. Da 60 anni inferiori. C iao innominabili.
Se po’ fare …. A chiacchiere se po’ fare