Parlare di enorme delusione per un Paese che conta meno abitanti dell’area metropolitana di Roma (sì, proprio la capitale di quello stato che da 12 anni guarda gli altri giocare i Mondiali) è probabilmente eccessivo, ma di certo chiunque si attendeva qualcosa di meglio dal Mondiale dell’Uruguay. Invece i sudamericani, battuti ieri per 1-0 dalla Spagna vincitrice del girone, hanno salutato la manifestazione chiudendo terzi con zero successi all’attivo, una delle peggiori tra tutte le terze e dunque automaticamente out.
Talento non sfruttato e follie
Al di là del match di ieri, che comunque contro una Spagna non irresistibile poteva anche essere portato a casa, l’Uruguay non è riuscito in generale a valorizzare il proprio talento e le proprie qualità, dalla sostanza di capitan Valverde a quella difensiva di Araujo e Gimenez ai gol di Nunez alla rapidità di Canobbio e Rodriguez. Ha deluso El Loco Bielsa, uomo di valori ed esperienza che invece ci ha messo poco per perdere le staffe, prima con la sua squadra (si parla di una rottura nello spogliatoio post Capo Verde) e poi persino con una giornalista sgridata malamente nel postpartita di ieri. E non sono mancate follie anche in campo, da quella di Canobbio (fallaccio su Cubarsì e spintoni all’arbitro) alle papere di Muslera, iniziate con l’Arabia, continuate con Capo Verde e completatesi ieri sul gol di Baena, con tanto di sostituzione all’intervallo.
Fenomeno Dembelé, impresa Capo Verde
Nello stesso girone passa come seconda Capo Verde, il cui 0-0 con l’Arabia Saudita basta per uno storico secondo posto. Vince il suo girone la Francia, che grazie ad un triplo Dembelè annienta la Norvegia (4-1) e fa suo un gruppo che registra il Senegal sperare ancora in un posto da miglior terza grazie al pokerissimo all’Iraq. Infine si riprende il Belgio, che sommerge 5-1 la Nuova Zelanda e arriva primo davanti all’Egitto e all’Iran (1-1 tra queste due), anche questo ancora in lotta per un posto da migliore terza.
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Piu’ che pazzo direi il solito Uruguay: fallacci e non gioco con un allenatore fallito idolatrato da qualcuno addetto ai lavori.