I dati molte volte hanno diverse chiavi di lettura e non vanno presi in modo molto freddo. Poi ci sono però quelli così eclatanti che non si prestano molto ad interpretazioni, ma vanno accettati al fine di dare una svolta netta, poiché tentare la sterzata è l’unica cosa che si può fare quando i numeri parlano chiaro. In particolare in negativo, com’è il caso dei punti conquistati dal Lecce partendo da un iniziale svantaggio.
Situazione critica
Numeri che, si diceva, fanno veramente paura perché in ventiquattro partite in cui il Lecce è andato in svantaggio iniziale soltanto una volta è riuscito a portare a casa almeno un punto. Nella fattispecie ciò avvenne contro la Fiorentina tra le mura amiche, con Tiago Gabriel e impattare l’iniziale centro di Harrison. Prima e dopo solo sconfitte, con vittorie giunte esclusivamente in caso di proprio vantaggio e pari o a reti bianche o in rimonta subita o, più raramente (vedi Bologna e Camarda-gol) rimonta e controrimonta.
Qualcosa di diverso
E’ chiaro che in una squadra incapace di portare a casa il risultato quando la partita non si incanala nel verso giusto c’è più di qualcosa che non va. Canovaccio tattico e fragilità di mentalità sono i primi aspetti su cui intervenire, inclusa la necessità di avere un piano B, C o D all’interno delle stesse partite. Perché la retorica del “ci sono tante partite nelle partite” non basta se non si mette sul campo qualcosa di concreto per agire in modo differente.









Il dato emerso è talmente eclatante da non prestarsi a nessuna interpretazione benevola: raccogliere appena un punto in 24 partite in cui si è andati in svantaggio iniziale è la fotografia oggettiva di un triplo fallimento: tecnico, tattico e psicologico.
Di fronte a numeri simili è evidente che qualcosa non funziona nel profondo della struttura di questa squadra:
Prendere atto di questa realtà non significa essere disfattisti, ma lucidi. Se si vuole invertire la rotta e centrare la salvezza lo staff tecnico deve lavorare su questa vulnerabilità totale e annosa che ci portiamo dietro. Non possiamo permetterci di essere una squadra che gioca solo quando le circostanze sono favorevoli o quando le squadre avversarie sono piu’ scarse. Noi siamo il Lecce e abbiamo il dovere di lottare contro tutto e contro tutti con lo stesso spirito indomito, con le unghie e con i denti, dal primo all’ultimo secondo di questo campionato, senza arrendersi mai. Forza Lecce, sempre, ovunque e comunque.