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Liverani e i suoi “fratelli”: il destino dei tecnici delle neopromosse

Chi sfonda, chi no, chi cambia destinazione. Esaminiamo le azioni compiute dai tecnici dei club che negli ultimi cinque anni hanno conquistato la massima serie.

Nell’attesa dei primi tasselli del prossimo campionato, è tempo di statistiche e di indagini. Il Lecce è già al lavoro per preparare il prossimo campionato e, al netto delle sirene che ogni giorno lo corteggiano, spera di avere Fabio Liverani in panchina. Il tecnico non sarà un totale debuttante in A. La prima esperienza con una prima squadra, infatti, è stata con il Genoa nel 2013. Infausta, visto l’esonero dopo soli 7 match (6 in campionato più la sconfitta di Coppa Italia con lo Spezia).

Sei anni sono un’eternità calcistica, anche quando si tratta di allenatori. Il percorso del 44 enne, non felice nella Londra del Leyton Orient, è iniziato a risalire a Terni, in B. Il resto è storia recente, nota a quasi tutti i frequentatori di questo sito. Ma la domanda ora è questa. A quanti allenatori riesce la conferma in Serie A con la stessa compagine? Proviamo a ripercorrere le storie delle promosse degli ultimi cinque tornei di cadetteria, eccezion fatta per il 2018/2019, che deve ancora partorire l’ultima promossa dalla finalissima play-off Cittadella-Hellas Verona.

2013/2014. Il nome non ha bisogno di presentazioni. Il successo dell’Empoli di Maurizio Sarri fu il grimaldello per l’ingresso nell’Olimpo della panchina. L’ex banchiere, in A, provò a non sminuire il suo calcio e il 15° posto al Castellani valse il contratto con il Napoli. Poco altro da dire per il principe dei debuttanti degli ultimi anni.

Sarri arrivò secondo dietro al Palermo, che prima di Iachini, uomo-promozione, fu guidato da Gennaro Gattuso. Il tragitto di Ringhio, però, portò in giù, anche se il presente è il Milan. Giù e lontano: OFI Creta e Pisa (retrocessione con società in crisi) prima della chiamata da Milanello. Pierpaolo Bisoli aveva già saggiato la A (17 caps tra Bologna e Cagliari) col Cesena terzo classificato.

2014/2015. Rimpianti e incompiuti. Il doppio salto del Carpi potrebbe un piccolo rammarico per Fabrizio Castori. I biancorossi, a secco di risultati, lo esonerano in A per far posto a Sannino ma è con il romano che il Carpi riprende quota e si gioca il tutto per tutto, perdendo, con l’Udinese fino alla fine.

Roberto Stellone accompagna il Frosinone nel doppio salto Lega Pro-A ma non centra la permanenza in A. Ritornerà ad allenare nei quartieri medio-alti di B a Bari e Palermo. Scelte non di primo pelo per il Bologna. Diego Lopez, allora reduce dalla A col Cagliari, guidò i felsinei poi calati alla fine. Delio Rossi sostituì l’uruguaiano negli ultimi turni e centrò il bersaglio grosso nei play-off.

2015/2016. Il Cagliari retrocesso in B puntò forte su Massimo Rastelli, reduce dai bei risultati ad Avellino. In A, l’anno dopo, la nave fu condotta nel porto sicuro della salvezza, ma il rapporto non durò molto altro, visto il congedo dell’ottobre 2017. Il “rocker” croato Ivan Juric ha tinto del rossoblù di Crotone e Genoa l’intera carriera. E’ sua la guida tecnica dell’incredibile promozione in A dei pitagorici, festeggiata però con il ritorno in Liguria.

Come per molti suoi colleghi, il rapporto con Enrico Preziosi non è idilliaco e, dopo una salvezza al debutto in A toccata con qualche apprensione, prende e lascia il timone genoano nelle ultime due stagioni. Prandelli lo sostituirà nel dicembre 2018. Deb quasi assoluto da allenatore era Massimo Oddo, promosso nei play-off ma incapace di spingere fuori dalla zona rossa il Pescara nella stagione successiva.

2016/2017. Leonardo Semplici, alla seconda salvezza con la Spal, è ormai una certezza. Il doppio salto C-A fatto a Ferrara è il più classico esempio di “classe operaia che va in paradiso” dopo anni di dilettantismo (Sangimignano e Figline) e la scelta, nel 2011, di ricominciare dalle giovanili a Firenze. Sarà anche questo il motivo dell’ascesa di Semplici?

Non può dire la stessa cosa Marco Baroni, autore della prima promozione in A del Benevento. Nove sconfitte consecutive sono traumatiche e gli Stregoni optano per l’incantesimo De Zerbi. Il fiorentino, comunque, si giocherà un’altra chance in A col Frosinone quest’anno. Finita con la retrocessione. Fabio Pecchia, per anni secondo di Rafa Benitez a Napoli e Madrid sponda Real, manda in Serie A l’Hellas Verona ma non riesce nella salvezza. Contestazioni e saluti gialloblù. Curiosità. Pecchia ora allena in Giappone, in J-League 2, all’Avispa Fukuoka.

2017/2018. Destini incrociati anche per i tecnici neopromossi in A nel campionato appena concluso. Più che tribolata è la storia di Aurelio Andreazzoli. L’ex Roma subentra a Vivarini alla 20° di B, porta l’Empoli a sollevare la coppa Ali della Vittoria ma, confermato, non riesce a far apprezzare il proprio essere giochista. O meglio, non subito. Iachini lo sostituisce per dare più sostanza ma l’Empoli non decolla. Corsi richiama Andreazzoli per il rush finale e gli azzurri sfiorano un’incredibile salvezza perdendo in casa dell’Inter all’ultima.

Più tranquillo e gioioso è il copione di Roberto D’Aversa, che raccoglie il testimone da Apolloni in C, compie il doppio salto e porta il Parma alla salvezza più o meno tranquilla. Moreno Longo, targato Frosinone, è il rimandato. 16 partite in A e 8 punti valgono la sfiducia al primo anno di Università del grande calcio.

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