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ESCLUSIVA – Dalla Bona: “E’ già un gran bel Lecce. E le imprese non sono impossibili”

Protagonista della straordinaria annata 2004/2005 targata Zeman, ha giocato sia con il Lecce che con il suo prossimo avversario, il Napoli.

Tra i tanti ex calciatori che hanno vestito sia la maglia del Lecce che quella del Napoli c’è Samuele Dalla Bona, passato da centrocampista dai piedi buoni e dal notevole agonismo. Esploso in maglia Chelsea, è proprio nel Salento che si afferma in Serie A, nella storia stagione 2004/2005 con Zeman in panchina, in cui somma 33 presenze e ben 6 reti.

Dopo l’intermezzo sampdoriano, per Sam arriva la chiamata del Napoli, in Serie B, con cui conquista l’immediato salto in A regalando ai partenopei il ritorno nell’olimpo del calcio italiano. Per parlare dell’incrocio tra giallorossi e azzurri di domenica prossima, nonché dell’avvio di campionato dei ragazzi di Liverani, lo abbiamo sentito in esclusiva ai ostri microfoni.

Come giudichi l’approccio giallorosso alla A dopo sette anni di assenza?

“Mi è piaciuto molto il Lecce di questo inizio di campionato. A San Siro la squadra di Liverani si è ben comportata, giocando un buon calcio prima che le qualità del singolo dell’Inter venissero fuori. poi dopo lo stop sfortunato con il Verona è arrivata la grande e meritata vittoria in casa del Torino. Prestazioni che lasciano ben sperare per il futuro”.

E’ stato un Lecce sbarazzino sin da subito. Essere votati all’attacco è la scelta corretta?

“Liverani ha fatto una scelta, che è quella di arrivare al risultato attraverso il gioco. Per una piccola è una scelta coraggiosa, io sono dell’idea che vada sempre cercato un giusto equilibrio per evitare di specchiarsi troppo in sé stessi. Serve concretezza e il tecnico lo sa, per questo credo che la strada intrapresa sia quella giusta”.

Nello scacchiere tattico di Liverani un ruolo fondamentale è quello della mezzala, ruolo che tu conosci bene. Cosa vuol dire giocarci in uno schema tanto offensivo?

“E’ un ruolo molto particolare per chi pratica un calcio offensivo. Di certo non facile, e io ne so qualcosa. Bisogna dare tanto perché serve a dare equilibrio, a chiudere gli spazi. Al contempo chi gioca in quel ruolo ha spiccate doti offensive, non è raro vederlo protagonista in zona gol”.

Tra Lecce e Napoli a deciderla sarà la differenza di qualità tra le due squadre? 

“Gli azzurri sono fortissimi, praticano un calcio davvero bello e sono costruiti per lottare in alto. Per i giallorossi non sarà facile, ma le imprese non sono impossibili. I salentini hanno la possibilità di giocarsela, di creare delle difficoltà agli avversari. Bisogna crederci.

Non hai mai mancato di sottolineare quanto bene tu ti sia trovato a Lecce. Che annata è stata quella?

“Un’annata indimenticabile, in cui è davvero difficile distinguere un momento migliore degli altri. Abbiamo giocato bene, siamo sempre stati a ridosso della zona Europa, ci siamo divertiti tantissimo. Poi con i colori giallorossi si è creato un gran rapporto. Aveva ragione Donadel quando mi ha detto che ha Lecce piangi quando arrivi, ma soprattutto quando te ne vai. Mi auguro davvero che questa squadra possa salvarsi per il legame che ancora ho con il club e la città”.

Di successi ne hai ottenuti anche con il Napoli. Cosa è significato riportare gli azzurri in A?

“Quella è stata un’altra stagione ricca di emozioni, bellissima. C’era grande entusiasmo ed abbiamo regalato una gioia immensa ai nostri tifosi. Peccato per come poi è finita la mia avventura a Napoli. A un certo punto non ho più giocato e non ho mai ben capito il perché”.

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