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Giampaolo, Di Francesco, Andreazzoli ma non solo: le panchine a rischio in Serie A

Il Milan e le genovesi sono certamente i club che più stanno valutando l’eventuale cambio di guida tecnica. Occhio, però, a Spal e Udinese.

Una Serie A con zero cambi di guide tecniche dopo sei giornate è ormai diventato un evento raro, vista l’abitudine sempre più diffusa di far pagare l’allenatore alla prima difficoltà. Ed è forse un fatto sorprendente per questa Serie A 2019/2020 che presenta in realtà diverse delusioni di classifica, le cui situazioni di panchina sono non accaso etichettate come bollenti e in bilico.

MILAN. A capeggiare la schiera dei sopracitati club c’è, e non potrebbe essere altrimenti, il Milan. Acclamatissimo al suo arrivo a Milanello, Marco Giampaolo era indicato come il tecnico della svolta dopo anni non certo indimenticabili per la storica società meneghina. Appena tre mesi e l’ex allenatore della Samp è indicato come il responsabile di quello che potrebbe essere l’ennesimo fallimento post-berlusconiano. In effetti i sei punti in sei gare, con 4 ko ed appena 4 gol all’attivo rappresenta uno score inaccettabile per i tifosi rossoneri. Dopo il ko con la Fiorentina è già stata feroce contestazione. La dirigenza, Maldini in testa, ha prolungato una fiducia che però ora è a termine. In caso di ko con il Genoa sarà certamente benservito.

GENOA.  Milan-Genoa potrebbe essere non uno spareggio salvezza, ma sicuramente spareggio-panchina. Sì, perché nemmeno Andreazzoli se la passa benissimo sulla sponda rossoblu del Marassi. Avvio super illusorio, con 4 punti in 2 giornate, poi appena uno 0-0 con il Bologna nelle seguenti 4. I mugugni sono diventate aspre critiche dopo il 4-0 con la Lazio che ha passeggiato sul nulla o quasi di Criscito e compagni. Questi sono ora chiamati a rialzarsi, altrimenti dopo la pausa sulla panchina genoana siederà un altro allenatore.

SAMPDORIA. Se Atene piange, Sparta non ride. La più classica delle metafore sulle rivalità calza a pennello con la situazione a Genova, dove la Samp vive una situazione pressoché drammatica. I blucerchiati sono infatti ultimi in classifica, in quanto riusciti solo a battere di misura il Torino oltre ad incappare in 5 sconfitte quattro delle quali decisamente nette. A farne le spese potrebbe essere Eusebio Di Francesco, erede di Giampaolo che invece rischia non solo di non poter lottare per quell’Europa tanto ambita sulle sponde del Mar Ligure, ma anche di non arrivare a novembre. Sarà decisiva anche per lui la prossima giornata: un quasi spareggio a Verona con quella che è praticamente divenuta una rivale per la salvezza.

SPAL. Apparentemente meno complicata la situazione di Leonardo Semplici. Il tecnico toscano gode a Ferrara di estrema fiducia, molta della quale credito per aver riportato la A nella città estense con annesse salvezze di fila. L’avvio di stagione spallino è tuttavia stato un incubo, e ulteriori passi falsi porterebbero sulla graticola anche mister Semplici come i suoi sopraelencati colleghi.

UDINESE. Guardando la classifica appare azzardato inserire Tudor tra i tecnici a rischio, eppure l’Udinese è tra le squadre che meno di buono ha mostrato in questo avvio di campionato. Escluso l’esordio vincente con il Milan, i friulani hanno infatti deluso, segnando pochissimo (solo 3 centri all’attivo) subendo molto il gioco avversario. Anche con club qualitativamente inferiori come Brescia e Verona. Salvifico per il croato il successo con il Bologna. Ma per metterlo al sicuro serve un’inversione di tendenza.

E LE ALTRE? Sorprende non vedere neopromosse in questo elenco, ma di fatto è impossibile inserirle. Lecce e Brescia hanno pressoché sempre messo sul campo identità e bel gioco, rendendo Liverani e Corini di fatto al momento intoccabili. Il Verona di Juric ha sorpreso tantissimo, perdendo solo immeritatamente con Milan e Juventus. La Fiorentina con due belle vittorie di fila ha messo al sicuro Montella. Chi invece rischia di essere risucchiato nel non invidiabile team delle panchine bollenti è Roberto De Zerbi: il suo Sassuolo spesso gioca bene, ma ancor più spesso sbanda in maniera netta.

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