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CdS – Petriccione: “Nazionale? Non ci penso: voglio fare bene qui”

“La Serie A? È cambiato tutto, a livello di intensità, tecnica e tattica. All’inizio infatti ho faticato un po’, ora mi sto ambientando alla categoria”, ha affermato il centrocampista giallorosso.

Jacopo Petriccione, dopo essere intervenuto in conferenza stampa nella giornata di ieri, affronta diversi temi, generali e personali, in una lunga intervista concessa a Il Corriere dello Sport (edizione Puglia e Basilicata).

RETE CONTRO LO SPEZIA. “L’anno scorso è stato un crescendo di emozioni, fino appunto a quella rete. Durante le ultime vacanze ogni tanto sono uscito in città con la mia ragazza, c’era gente che mi fermava e mi abbracciava in lacrime per ringraziarmi”.

ACCOGLIENZA COME EX BARI.A pensarci adesso mi viene da sorridere. C’era una lente d’ingrandimento puntata su di me, è normale. Mi veniva detto che dovevo dare qualcosa in più per farmi ‘perdonare’, d’altronde qui il derby è una partita molto sentita. Poi però devo dire che da subito è andata benissimo, anche per merito delle prestazioni e dei risultati che ottenevamo sul campo. Si è creato un rapporto splendido“.

MODRICCIONE.Solo per la somiglianza fisica e per il ruolo”.

SERIE A. “L’anno scorso siamo partiti per salvarci. Poi, senza quasi neanche rendercene conto, ci siamo ritrovati lassù, giocando bene e mettendo in difficoltà tutti. A marzo abbiamo avuto tre partite in casa consecutive, perché dovevamo recuperarne una con Ascoli, e le abbiamo vinte tutte. Con 9 punti abbiamo raggiunto il Palermo ed è lì probabilmente che abbiamo capito di potercela giocare davvero fino alla fine”.

DALLA B ALLA A.È cambiato tutto, a livello di intensità, tecnica e tattica. All’inizio infatti ho faticato un po’, ora mi sto ambientando alla categoria. L’unica cosa che è rimasta uguale è la la preparazione alle partite, per noi non cambia niente perché dobbiamo sempre pensare a dare il massimo”.

ESORDIO A SAN SIRO.Quasi non riuscivo a crederci. Penso sia il sogno di tutti i bambini che giocano a calcio”.

LIVERANI.Da quando è arrivato qui ha raggiunto risultati importanti. Per la squadra è un punto di riferimento: siamo molto uniti e chiunque scende in campo sa cosa deve fare, lavorando per il bene collettivo. Lui ha creato questo clima, secondo me è già pronto per livelli più alti. Ha carattere, personalità, idee. E poi in fondo il balzo lo ha già fatto, dalla Serie C alla A. Vuol dire che le qualità ci sono”.

SALTO DI QUALITA’?Cerco di dare sempre il massimo da quando sono andato via da Gorizia a 14 anni per trasferirmi al Cagliari, con mamma che non voleva mandarmi e io che piangevo ogni giorno, impuntandomi perché volevo vivere il mio sogno. Alla fine, fortunatamente sono riuscito a convincerla, perché quella in Sardegna è stata una delle tappe più importanti della mia vita. Per il resto provo a fare quello che mi chiede il mister, a maggior ragione adesso con Liverani che giocava nel mio ruolo”.

RICORDI VIOLA.Quella era una squadra molto forte, incredibile non aver vinto nulla quell’anno. C’erano Bernardeschi, Chiesa, Venuti, Mancini… Eravamo veramente un bel gruppo Rivederli in Serie A da avversari fa piacere, se lo meritano di esse- re in questi club”.

INSEGNAMENTI.Le prime volte che andavo ad allenarmi con i grandi c’era Pizarro. Urlava a ogni mio passaggio nelle partitelle, pur non conoscendomi. Da lì ho capito veramente cosa significasse giocare lì in mezzo, cioè prendersi delle responsabilità. E lui in questo era davvero un fenomeno”.

IDOLO.E’ sempre stato Pirlo, un punto di riferimento: sono cresciuto vedendo che vinceva tutto. E insieme a lui metto Iniesta. Gli altri quando guardavano quel Barcellona si focalizzavano su Messi o Ronaldinho, io mi concentravo su di lui. Mi faceva impazzire”.

LAZIO-LECCE. “La Lazio è la squadra più in forma di tutto il campionato, ha vinto a San Siro domenica scorsa e ha un attaccante come Immobile che segna praticamente sempre. Un avversario forte, ma l’affronteremo come tutti gli altri. Ci metteremo cattiveria, dando il massimo, sono le nostre armi per tentare di dare fastidio a chiunque. Stiamo preparando la partita in modo normale: per noi non fa differenza se l’avversario sia Juventus, Inter, Verona o Brescia”.

CASO BALOTELLI.Mi sembra una follia anche solo doverne parlare, siamo quasi nel 2020. Per me è inconcepibile che ancora oggi succedano queste cose. Semplicemente siamo tutti uguali, non può esistere una cosa del genere”.

CHIAMATA DA MANCINI.Sono felice del percorso che sta facendo, ci sono un sacco di giovani forti che stanno crescendo molto bene. Non ci penso, mi concentro solo a fare bene a Lecce. Ci sono tanti grandi giocatori oggi in azzurro, mi limito a fare il tifo d’estate quando mi ritrovo con gli amici per guardare Mondiali o Europei”.

 

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