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GdL – Vanoli e Lecce-Udinese: “Che sofferenza fu lasciare il Salento per il Friuli. E sul match…”

Il protagonista in giallorosso delle promozioni in Serie A datate 1985 e 1988 ricorda il trasferimento che coinvolse le due squadre che si incontreranno lunedì prossimo. Anche della sfida tra Liverani e Gotti ne ha parlato a “La Gazzetta di Lecce”.

PASSATO. Lecce e Udinese hanno rappresentato 15 anni della mia vita calcistica tra campo e scrivania. Nel 1989 passai proprio dai giallorossi ai bianconeri, ma io dal Salento non intendevo muovermi. Ricordo che partii in vacanza dopo la premiazione per il ritorno in Serie A con la promessa di Iurlano circa un adeguamento del contratto. Nell’ultimo giorno di mercato, invece, mi telefonò il ds Cataldo comunicandomi che ero stato ceduto all’Udinese e che all’indomani avrei dovuto firmare. Io mi rifiutai, ma i due club mi convinsero che non avevo alternative. Ai tempi i calciatori avevano ben poche possibilità, così mi limitai ad accettare sommessamente e  scrivere una lettera alla mia curva”.

RITORNO. “Ricordo ancora quando per la prima volta tornai al Via del Mare da avversario. Fu un’emozione forte, difficile da descrivere a parole. La Nord mi accolse con un grande striscione che recitava ‘Ti hanno strappato la maglia, non il nostro amore. Ciao Rudy, rimarrai sempre dei nostri. La tua curva’. Ad Udine mi sono trovato bene, con una società solida ed organizzata in una bella città, come Lecce. Ma la passione dei tifosi salentni non l’ho avvertita in nessun altro posto”.

CAMMINO GIALLOROSSO. “Una flessione come quella di fine anno era da mettere in preventivo. Tra gli uomini a disposizione di Liverani, la maggior parte non aveva esperienza a livello di Serie A. Pertanto, dopo avere dato tutto, era fisiologico che si potesse verificare un calo verticale come quelli con Brescia e Bologna. Tuttavia l’ambiente è coeso, il ds Meluso e Liverani sanno tenere la barra dritti. I salentini sapranno riprendere la marcia”.

UDINESE. “Per i giallorossi lunedì servirà massima attenzione perché i friulani sono un team guardingo, sornione. Soprattutto in trasferta, dove sa aspettare l’avversario per poi colpire in contropiede, con elementi adatti a ciò come Fofana e Lasagna. De Paul invece lo preferivo in altre posizioni rispetto a quella di mezzala in cui gioca ora. Lunedì il Lecce non deve assolutamente perdere, ma ciò non vuol dire che dovrà accontentarsi di un pareggio. I giallorossi dovranno avere pazienza, cercando l’imbucata senza offrire il fianco a ripartenze. Assisterò al match dalla tribuna del Via del Mare. Non posso certo mancare al match tra le due squadre più importanti della mia carriera”.

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