Le società calcistiche di massima serie paventano la sospensione del pagamento degli stipendi del mese di marzo e, da più parti, si ipotizza un taglio percentuale degli emolumenti dei calciatori.
La Gazzetta del Mezzogiorno affronta questo argomento parlando (intervista di Antonio Calò) con l’avvocato Fernando Caracuta, segretario della sezione di Lecce-Brindisi del Centro Nazionale Studi Diritto del Lavoro “Domenico Napoletano”, componente del direttivo nazionale, specializzato in diritto del lavoro e della previdenza sociale, che ha svolto attività di docenza presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Lecce.
TAGLIO IPOTIZZABILE? “Il rapporto sportivo segue una disciplina speciale, ma è pur sempre un rapporto di lavoro subordinato, nel quale ad una prestazione segue il pagamento di un corrispettivo. Ebbene, il codice civile prevede il caso dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione e non ci sono dubbi che è proprio ciò che sta accadendo in questo momento. Pertanto, ritengo che esistano tutti gli estremi per potersi muovere in questa direzione. Il primo passo, come si sta verificando nella maggior parte delle aziende italiane, potrebbe essere quello di procedere con l’assegnazione delle ferie forzate. Per gli altri lavori, poi, segue il ricorso alla cassa integrazione, che nel calcio non esiste. Da qui la necessità di trovare degli aggiustamenti”.
NIENTE TAGLIO DA PARTE DEL SINDACATO CALCIATORI. “A bocce ferme è così, ma anche per i calciatori esiste un contratto collettivo. C’è quindi la possibilità di intervenire con una modifica ad hoc con la quale permettere di procedere con una contrattazione tra i rappresentanti dei club e dei calciatori che porti ad una intesa che poi sia operante per tutti”.
INCONTRO TRA LE PARTI. “Questa è sempre la via maestra. Suppongo che sia evidente che esista il rischio concreto di fare saltare il sistema, il che non converrebbe né alle società né ai calciatori. La strada da seguire è quella di sedersi intorno ad un tavolo e di ragionare per fare in modo che il giocattolo non si rompa. È nell’interesse di tutti”.
IL TAGLIO CI SARA’? “Sarebbe un fatto positivo per l’intero movimento. In serie A, siamo dinanzi ad emolumenti di notevole portata, lontani anni luce da quelli della stragrande maggioranza dei lavoratori. Ne trarrebbe giovamento l’immagine dei giocatori e del calcio in generale, ma l’aspetto fondamentale resta quello di non fare andare a rotoli l’intero sistema”.
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