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Zeman-Spalletti, Vucinic-Di Michele e non solo. Lecce-Udinese, show da record lungo un anno (VIDEO)

Nella stagione 2004/05 le sfide tra salentini e friulani, ben 4 in meno di 12 mesi, raggiunsero risvolti epici per gol, emozioni e colpi di scena. Per questo meritano di essere raccontate.

Lecce-Udinese è, sulla carta, una gara come tante altre. A volte testa-coda tra A e, soprattutto, B. Tante altre sfida salvezza. Ma ai tifosi giallorossi e bianconeri, così come a tanti appassionati di calcio, in particolare per quelli dal palato fine, pensare a quest’incrocio rievoca soprattutto un campionato, un’annata: il 2004/05. Ovvero quando, grazie a Zdenek Zeman e Luciano Spalletti, la sfida divenne più simile a una saga fantasy che a degli incontri di calcio.

Le premesse per uno spettacolo irripetibile c’erano tutte: il miglior Lecce della storia, per qualità e andamento della stagione (anche se non fu record di posizione) contro la prima Udinese di sempre a qualificarsi alla Champions League. E poi due tecnici che hanno fatto del calcio champagne il proprio marchio di fabbrica, Zeman e Spalletti. E, dulcis in fundo, una sfilza di campioni come attori protagonisti: Vucinic, Di Natale, Bojinov, Iaquinta, Ledesma, Jankulovski, Pinardi, Di Michele. Risultato? 4 partite, 26 gol, 4 risultati ribaltati, 8 gol nei finali. Record e spettacolo puro.

CAMPIONATO: LECCE-UDINESE 3-4. Il primo atto dei quattro indimenticabili capitoli del kolossal avvenne il 7 novembre 2004, decima giornata di Serie A. Sul Via del Mare è diluvio, di pioggia ma non solo. Il Lecce terzo in classifica e imbattuto tra le mura amiche ospita un’Udinese che lo segue tre punti sotto. Gli attacchi super si fronteggiano senza esclusione di colpi e le occasioni da rete, così come le giocate super, fioccano con la stessa intensità delle gocce d’acqua.

E così, dopo 35 minuti di spettacolo (su tutto la traversa di Stovini e il salvataggio sulla linea di Diamoutene), a sbloccarla è Bojinov. Il 18enne bulgaro manda sotto l’incrocio, e di destro, la palla vagante al limite dell’area friulana: un controbalzo spettacolare imparabile per per De Sanctis. Da un mancino in gol col piede debole all’altro, 8 minuti e Jankulovski manda tutti al riposo in parità con un bel tiro a giro sul palo lontano. Ma siamo solo all’inizio.

Nella ripresa ribaltoni a non finire, innescati dal nuovo vantaggio leccese a firma Bojinov, che di testa insacca la trivela-assist di Giacomazzi. Poi De Sanctis salva su Pinardi, che si vede annullare ingiustamente un gol per fuorigioco. A 20 dalla fine l’1-2 ospite che vale la rimonta, proprio nel miglior momento del Lecce. L’Udinese, sempre in contropiede, prima pareggia di testa con Di Natale, poi triplica con il diagonale di Iaquinta. Ma in campo ora c’è anche Vucinic che, al 90′, gonfia la rete dopo il tiro smorzato di Pinardi. Finita? Macché. Minuto 92, fallaccio di Diamoutene su Jankulovski e il ceco bissa dal dischetto con il gol da 3 punti che vale l’aggancio in classifica.

ANDATA OTTAVI COPPA ITALIA: LECCE-UDINESE 4-5. Per vendicare il primo ko casalingo in campionato i giallorossi hanno l’occasione di rifarsi, sempre al Via del Mare, 13 giorni dopo. E’ il 20 novembre, andata degli Ottavi di Coppa Italia; una manifestazione alla quale entrambi club non hanno nascosto di tenere molto. E, starting up alla mano, lo si capisce subito.

L’inizio del Lecce è devastante, un piacere per gli occhi di una tifoseria che, innamorata dello spumeggiante spartito zemaniano, non perde occasione per ammirarne lo sfoggio. Dopo mezz’ora la banda di ZZ è già sullo 3-0. All’11’ uno scatenato Bojinov si guadagna un rigore trasformato da Ledesma, al 29′ prodezza di Dalla Bona con un destro sul palo lontano a premiare l’assolo in serpentina, 2 minuti e il bulgaro di testa batte il giovane rampante Handanovic. Sembrava tutto fatto, tant’è che anche il 3-1 arrivato di testa con Felipe (dopo che Abruzzese aveva mancato il poker) sembrava fare il solletico ai giallorossi.

All’ultimo istante della prima frazione, però, un siluro mancino di Di Michele riapre clamorosamente i discorsi. Nessun timore a inizio ripresa per i salentini, che sfiorano a ripetizione il quarto gol, soprattutto con il palo di Cassetti. La beffa è nell’aria per merito del frizzante gioco spallettiano, e arriva grazie a Di Natale che al 57′ fa 3-3 con una bella girata al volo. Il Lecce è però superiore nelle trame, e per riportarsi avanti ci mette 10 minuti: Pinardi apparecchia e Bojinov insacca ancora: 4-3.

Sembra assurdo pensarlo ma i colpi di scena sono solo all’inizio. Tra 78′ e 88′, un po’ come in campionato, l’Udinese la ribalta ancora, sfruttando l’uomo in più causa rosso a Paci. Di Michele approfitta di una respinta corta di Anania e pareggia, Di Natale segna il clamoroso 4-5 con una puntata da rapace. Eppure il Lecce ha la palla, e che palla, per fare 5-5. Handanovic abbatte Vucinic: rosso e rigore. Friulani senza cambi e Di Michele si impone portiere (Spalletti avrebbe voluto Muntari), nel frattempo Vucinic litiga il pallone con Bojinov e, forse, si distrae. Dagli undici metri ecco l’imponderabile: Re David dice no al montenegrino e regala la vittoria ai suoi.

UDINESE-LECCE 3-4. Il successo friulano è arrivato con uno scarto dell’andata terrebbe aperta qualsiasi disputa da gara di andata-ritorno, figuriamoci nel contesto di una sfida indecifrabile ed imprevedibile come Udinese-Lecce. Il ritorno di Coppa è programmato per il 13 gennaio 2005. Anno nuovo, vita vecchia per due compagini che non smettono di far sognare gli amanti del calcio spettacolo.

Stavolta il teatro è lo stadio Friuli di Udine, dove i 22 in campo sono per buona parte mutati rispetto all’andata, ma la qualità media non si è certo abbassata. Inizio scoppiettante come da copione, occasioni per Fava ed Eremenko prima dello spettacolare vantaggio di Di Michele che, al 7′, raccoglie l’apertura volante di Mauri e supera Anania con un esterno mancino d’artista. Un colpo che scatena il Lecce, prima vicino al gol con la traversa di Bjelanovic al 25′ e poi, al 39′, a segno con l’incursione inarrestabile di Vucinic.

Intervallo in parità, che dura 1′ della ripresa: il tempo per Bjelanovic di aprire il cioccolatino offerto dal neo entrato Dalla Bona e bissare di mancino. Poi si registra un’inattesa fase di calma apparente, prima di un finale da Hollywood. Al festival delle prodezze giallorosse si iscrive, eccome, Axel Konan. Minuto 82, Vucinic allarga di esterno, velo di Bjelanovic e l’ivoriano di prima intenzione calcia da 25 metri sotto l’incrocio. 1-3 che diventa 1-4 dopo sessanta secondi grazie a un Vucinic definitivamente esploso, capace di lasciare sul posto 5 avversari e battere De Sanctis con un rasoterra imparabile.

A 7 dal termine il Lecce è qualificato, all’Udinese serve un miracolo. Che, come pronosticabile, arriva nel finale. All’88’ la difesa di Zeman sbaglia il fuorigioco, Di Michele ne approfitta e offre a Iaquinta il facile tap-in che riapre i giochi. Poi al 92′, Pizarro effettua lo schema da punizione, ma sbaglia la misura del passaggio per Di Natale. Il terzo Totò più famoso della storia inventa però un missile in estirada di prima intenzione che si insacca nell’angolino, per un 3-4 clamoroso che qualifica i friulani ai Quarti.

CAMPIONATO: UDINESE-LECCE 2-1. L’ultimo atto dell’eterno duello di quella stagione avvenne il 20 marzo 2005, a 9 turni dal termine. Udinese in piena lotta Champions, il Lecce sogna ancora l’Europa. E il match è, per l’ennesima volta, di una caratura che oggi farebbe invidia alle più belle gare di Coppe Europee.

Nella prima mezz’ora occasioni a non finire: Stovini salva sulla linea il pallonetto dalla trequarti di Pinzi, poi sfiora il gol al volo. Cassetti coglie una traversa ancora tremante, prima di affondare alla Maicon al 31′ e servire a Pinardi un pallone che l’ala scaraventa sotto l’incrocio. Il Lecce domina, ma nel finale di tempo rovina tutto: Diamoutene si fa espellere al 40′ e tre minuti dopo Di Michele, con un gran mancino al volo, fa 1-1.

Nel secondo tempo il Lecce non rinuncia ad attaccare, ma ovviamente non è la macchina perfetta della prima frazione. E la splendida Udinese di Spalletti, contenuta per quasi tutta la ripresa, ne approfitta nel finale, per la quinta volta in quattro match. Cross di Di Natale e Di Michele mangia in testa a Rullo, battendo Sicignano per l’ultimo atto, purtroppo, di una sfida che, per risvolti drammatici, avrebbe fatto invidia al più avvincente poema omerico.

Supporti audiovisivi ad opera di Lecce Calcio Story.

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Marco Piccinno
Marco Piccinno
2 anni fa

Dopo la partita dell’andata di coppa Italia vista in TV in quel di La Maddalena, capì che il calcio di Zeman era bellissimo da vedere ma non dovevi essere tifoso della squadra che allenava.
Quante iastime dhru giurnu!

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3 anni fa

A Udinein Coppa Italia di mercoledì eravamo un centinaio….partita spettacolare ma Lecce Eli.inato per due reti prese nel finale

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3 anni fa

Quel giorno dalla panchina entrò Sanchez allora giovanissimo e ne stravisau sulla fascia …non lo dimenticherò mai tanto che dissi ad un mio amico : ma questo? Ricordati sto nome che diventerà un grande …

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3 anni fa

Ero allo stadio. La partita più pazza mai vista

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3 anni fa

Me ricordo buenu … c ero e abbiamo perso na partita te cujuni cmq

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3 anni fa

C’è da ricordare anche sul tre a zero del Lecce la rimonta dell’Udinese

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3 anni fa

come no, da amante del calcio è impossibile non ricordare del lecce di zeman. record di gol e spettacolo assicurato ogni domenica

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3 anni fa

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