Stop alla Ligue 1, il Tolosa ultimo non ci sta. Scenari da seguire anche per l’Italia…

A seguito della decisione del primo ministro francese Edouard Philippe, che ha sospeso la Ligue 1, cominciano le discussioni sui verdetti. Il TFC ĆØ il primo club a esporsi contro le misure delle istituzioni calcistiche. La notizia ci spinge a una riflessione.

Giochi fermi in Francia. La Ligue 1 è il primo top campionato che ha optato per la serrata, concludendo così la stagione 2019/2020.

Il PSG, primo con 12 punti di vantaggio sul Marsiglia (e una partita in meno) ha conquistato il titolo dopo 28 giornate, mettendo cosƬ in bacheca il nono scudetto della storia. Con i parigini, Marsiglia e Rennes andranno in Champions League. Lille, Nizza e Reims si guadagnano invece il piazzamento per l’Europa League. Il giudizio sa di beffa per il Lione, avversario della Juventus negli ottavi della Champions sospesa, fuori dalle coppe.

Sul comunicato ufficiale della Lfp, la Lega Calcio d’Oltralpe, si legge che “le decisioni di assegnare il titolo al PSG e primo posto della Ligue 2 sono state prese all’unanimitĆ ”.

Più annosa ĆØ la questione di retrocessioni e promozioni. Ad oggi, Amiens e Tolosa sono rispettivamente penultima e ultima classificata. Il Consiglio d’Amministrazione della Lega ha deciso di adottare la decisione di optare per due retrocessioni e due promozioni tra Ligue 1 e Ligue 2. La proposta dovrĆ  essere ratificata dall’Assemblea generale, per poi permettere la formazione di tutti i campionati.

Sempre leggendo il comunicato, si apprende che “il Consiglio d’Amministrazione ricorda l’obiettivo di avviare Ligue1 e Ligue2 entro il 22/23 agosto 2020“. Per stilare la classifica finale, si ĆØ usato un indice di prestazione tenendo conto del numero dei punti raccolti in tutte le partite giocate.

Qui si aprono i problemi. Il Tolosa, ultimo in classifica a 13 punti e distante 14 punti dal Nimes terzultimo, non ci sta nonostante il gap in graduatoria e preannuncia battaglia legale. Ad oggi, stando a quanto esposto prima, la compagine sarebbe quasi certamente retrocessa in Ligue2 insieme all’Amiens. Con 30 punti a disposizione, il club biancoviola sarebbe matematicamente in corsa per la salvezza.

Olivier Sardan, presidente del club, ha scritto un duro comunicato: “ā€œNon potremo difendere, lealmente e sul campo, la possibilitĆ  di restare in Ligue 1 fino all’ultimo giorno. Qualsiasi decisione di retrocessione basata sulla classifica provvisoria alla fine del ventisettesimo o ventottesimo turno sarebbe ingiusta, iniqua e infondata nella legge. Una decisione unilaterale di retrocessione costituirebbe una sanzione non prevista dalla normativa applicabile. Qualsiasi altra decisione, che non consenta al TFC di discutere in modo sportivo ed equo delle sue possibilitĆ  di mantenimento, sarebbe immediatamente contestata dinanzi ai tribunali competentiā€.

La questione, più che notizia in sĆ©, rappresenta una prima ipotetica reazione ad uno scenario che in Italia, specialmente stando alle ultime uscite pubbliche del Ministro per lo sport Spadafora, ĆØ tutt’altro che inverosimile. La Ligue1 si ĆØ mossa in pieno coordinamento con le più recenti circolari Uefa, che, in caso di stop, pretendevano una lista definitiva delle compagini legittimate a partecipare alle competizioni Uefa. Sempre l’organo presieduto da Aleksandar Ceferin, lo ricordiamo, ha sancito per il 3 agosto la deadline per la fine dei tornei 2019/2020.

La più spinosa decisione, quella relativa alle retrocessioni ĆØ stata cosƬ ritardata, anche se non si escludono sviluppi extra campo anche sui piazzamenti europei. In Francia, dall’originario format delle tre retrocessioni, si ĆØ passati a due. Ma, lo ripetiamo, al momento non vi ĆØ ancora ufficialitĆ . La manovra ĆØ una proposta che necessita dell’avallo definitivo.

La reazione del Tolosa, che preannuncia il ricordo alle sedi competenti, ĆØ di fatto la prima risposta di un club di un top campionato “leso sportivamente” dalla chiusura dei tornei a causa dell’emergenza coronavirus.

Lo scenario italiano al momento ĆØ totalmente concentrato verso ogni ipotesi di possibile ripresa. Il primo step della ripresa degli allenamenti, ad oggi in agenda per il 18 maggio, ĆØ propedeutico al ritorno in campo, evento che vede tutte le componenti, dalla maggioranza delle societĆ  ai calciatori, ben coese.

Un altro particolare che spinge a riflettere ĆØ il criterio adottato dalla Francia anche pensando alle raccomandazioni Uefa. Niente playoff, niente playout, tutti cambiamenti in corsa che avrebbero stravolto il format originario dei campionati. Il ricorso all’indice ha cosƬ semplicemente spostato all’indietro l‘arco temporale del torneo, accorciandolo e, diciamocelo, limitando i danni dal punto di vista delleĀ  modifiche regolamentari e delle difficoltĆ  per mettere d’accordo tutti.

L’iter decisionale ha però seguito l’ultima soluzione caldeggiata dall’Uefa che, in caso di impossibilitĆ  a ultimare le gare, raccomandava alle federazioni la scelta per un format, anche, appunto, con playoff e playout, per consegnare verdetti sul campo.

In Italia non si ĆØ mai registrato gradimento verso ogni sorta di eliminatoria post season, sia per questioni regolamentari (chi dovrebbe partecipare e perchĆ©) sia per mancata coesione nel “lavoro prestato” dei calciatori. CosƬ ci sarebbero squadre, probabilmente, giĆ  ferme e altre, immaginiamo deputate a poule scudetto e salvezza, richiamate al lavoro con conseguente diversa progettazione dell’eventuale taglio agli stipendi.

Gli sviluppi francesi, iniziati nella loro fase calda con la lettera inoltrata oggi dal Tolosa, sono da seguire. L’effetto domino ĆØ dietro l’angolo ed ogni passo in avanti, a partire dal controllo del contagio che si riuscirĆ  ad avere durante la fase 2, sarebbe difficile da prevedere.

 

 

 

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