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Francioso a CL: “Io e Palmieri una coppia perfetta. Che rimpianto non aver giocato in A col Lecce!”

L’ex attaccante brindisino, ora collaboratore del settore giovanile del Sassuolo, ha chiacchierato durante la nostra diretta insieme a Checco Palmieri. I due, compagni ieri in campo, lavorano insieme alla compagine emiliana.

LA NUOVA AVVENTURA. “Palmieri mi ha chiesto più volte di raggiungerlo, e dopo aver accettato quest’anno ho capito di aver sbagliato a non andarci prima. Tutti coloro che lavorano nelle giovanili neroverdi sono persone preparate, il Sassuolo ha le idee chiare. E poi con Checco c’è un’intesa straordinaria, così com’era in campo”.

IL PRIMO APPROCCIO GIALLOROSSO. Francioso arrivò al Via del Mare nell’estate del 1995 dopo i 18 gol segnati con la maglia del Casarano: “Arrivai in un Lecce che veniva da due retrocessioni di fila. Non era facile giocare in una squadra che arriva da un momento così. Però i Semeraro ci hanno dato grandissima tranquillità in questo senso, ci hanno protetto e i risultati si sono visti sul campo. Tutto merito di un ambiente coeso, di una società che non ci ha fatto mai mancare nulla”.

ANEDDOTO. Nel dialogo tra i due spiccano subito i segreti del giorno precedente la promozione in A del 15 giugno 1997: “Ricordo particolarmente la notte prima di Cesena-Lecce, match promozione per il salto in Serie A. Io di solito ero uno che dormiva tanto, perché avevo avuto la seconda figlia. Checco invece girava tanto. Ma quel giorno non ce l’ho fatta, era troppa la tensione e la posta in palio era altissima. E concentrati. Non vedevamo l’ora di scendere in campo, giocarci la partita e chiudere il discorso per una promozione meritatissima. Il cammino di quell’anno, da neopromossa, non fu casuale. Fummo straordinari“.

STORIE DI COPPIA. La Supercoppia era il segreto di quel Lecce bi-promosso: “Con Palmieri non eravamo magari straordinari come singoli, ma la nostra era una coppia perfetta. Io ero più rapace d’area, lui più assist-man. Ho fatto qualche gol in più, ma soprattutto grazie a lui. Inizialmente abbiamo avuto qualche difficoltà ad adattarci alle richieste di Ventura, ma una volta trovato il bandolo della matassa siamo diventati inarrestabili, soprattutto grazie agli strepitosi compagni di squadra che avevamo”.

GLI INSEGNAMENTI DI VENTURA. E in panchina siedeva Gianpiero Ventura, un innovatore del calcio secondo Mino Francioso: “Se abbiamo ottenuto quei risultati, il merito era soprattutto di mister Ventura. Io all’inizio non capivo, mi aspettavo molto palla lunga. Ma lui aveva idee chiarissime, e voleva si rispettassero. Ci teneva molto alla tattica, al possesso palla, a seguire un certo tipo di gioco. E’ stato un peccato che il Lecce non abbia continuato con lui”.

LA SERIE A MANCATA. Dopo il salto in A, Francioso lasciò il Salento per andare al Genoa: “Non dimentico il rapporto con il Lecce, ma uno dei più grandi rimpianti è non aver giocato la Serie A in giallorosso. Sono state fatte scelte tecniche diverse, io ho preso un’altra strada. Davvero un peccato”.

DEBOLEZZE…GASTRONOMICHE. E poi si ritorna al tono scherzoso, svelando qualche “punto debole”: “C’era grande coesione nello spogliatoio, in quegli anni eravamo davvero un gruppo unitissimo. Io ero il goloso del gruppo, e ne approfittato di alcune situazioni. Ogni sabato sera ci riunivamo e festeggiavamo compleanni di nessuno. Ce li inventavamo pur di mangiare la torta, soprattutto io che poi, persino in ritiro, andavo dopo cena a fare la spesa di dolci per mangiarli in camera”.

AMORE. “A Lecce sono legatissimo. Quando sono a casa, un giorno sì e un giorno no sono in quella bellissima città. So di aver dato tutto per la maglia giallorossa, ed il vestirla è stato un onore indimenticabile. E’ una maglia pesante, chi la veste sa di rappresentare un intero popolo. Del quale anch’io mi sento fortemente parte”.

IL DERBY SALENTINO. “Per me la sfida con il Casarano ha avuto un sapore molto particolare. Arrivai in giallorosso proprio dai rossoblu, affrontarli da avversario fu quasi traumatico, di certo molto emozionante. Non fu una bellissima partita, ma noi eravamo abituati perché chiunque affrontava il Lecce quell’anno dava il doppio”.

DA IERI A OGGI. “Il Lecce ha tutte le carte in regola per salvarsi. Mi auguro che possa fare bene, percorrendo magari il cammino fatto in precedenza dal Sassuolo, salvandosi agevolmente e dando continuità al proprio cammino”.

MONDI LONTANISSIMI. Prima di andare al Sassuolo, Francioso ha allenato in Serie D, tra le altre, a Pomigliano, Brindisi, sua città natale, e Martina: “Purtroppo a livello giovanile nel Salento ho notato che si sta andando indietro rispetto al passato. Ci sono poche strutture, manca organizzazione e mancano soprattutto i progetti. Non c’è grande voglia di investire nei ragazzi, ed infatti fare un paragone con altre realtà, tipo quella che sto vivendo adesso, è praticamente impossibile”.

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10 giorni fa

Tu tr ne sei andato al genoa !

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Juan Alberto Barbas

Ultimo commento: "Avevo 18 anni quando arrivo barbas a lecce qundo lo vidi allo stadio dissi al mio amico questo e in fuoriclasse e cosi fu grande beto💛❤️"

Pedro Pablo Pasculli

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