Gabriele Gallo, 19enne attaccante della Primavera del Lecce, parla ai taccuini del Quotidiano di Puglia dell’abbraccio con Ante Rebic dopo il gol dell’1-3 che ha scatenato (troppe) polemiche.
Ecco un estratto dell’intervista resa da Gallo al collega Lino De Lorenzis dopo la gara: “Io stavo facendo il raccattapalle sotto la Curva Nord quando Rebic ha segnato il terzo gol per il Milan. Non nascondo di esserne rimasto molto dispiaciuto, tanto che ho girato la testa dall’altra parte e non l’ho visto subito arrivare. Lui se n’è accorto, ha corso verso di me e mi ha prima preso amichevolmente a pugni e poi abbracciato. Imbarazzo? Un po’“.
I VALORI US LECCE. “Ma comunque era un bel gesto, la società mi ha trasmesso questi valori: sportività, rispetto per l’avversario, umanità. Se lo rifarei? Certo, mille altre volte perché questo è il senso del calcio”.
LE CRITICHE. “Ci sono stati molti commenti positivi, di chi ha capito la situazione e li ringrazio. A chi mi ha criticato rispondo che sono sicuro di me stesso e che le persone non si giudicano dal gesto di un attimo ma si guardano nel loro atteggiamento complessivo. Io non ci ho trovato nulla di male, ma le opinioni differenti mi fanno crescere”.
FEDE CALCISTICA. “Tifo Lecce, naturalmente, e sono fortunato di giocare nella squadra per cui tifo fin da bambino. Io ho sempre dato tutto per questa maglia e lo farò sempre, devo molto alla società. Lo scorso anno ho sfiorato l’esordio? Sì, in amichevole con il Cosenza e durante gli allenamenti sono spesso in prima squadra”.
SOGNO. “Sì, il mio sogno è di esordire in serie A con la maglia del Lecce. Sarebbe la cosa più bella”.
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Bravo. Per me è stato qualcosa di normale e naturale. Non ha fatto niente di male, ha solo ricambiato un gesto. Io sono solidale al ragazzo.