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Osti, ds Sampdoria: “Stasera un match importante per la salvezza, ma spero di mangiare qui il pasticciotto anche il prossimo anno”

L’attuale direttore sportivo blucerchiato, ex di turno, parla alla rivista “Il Giallorosso” della partita in programma al Via del Mare alle ore 21,45.

Direttore, Lecce-Sampdoria è una partita davvero decisiva per la salvezza?

Certamente non è una partita da ultima spiaggia perché dopo entrambe le squadre avranno ancora a disposizione 27 punti per salvarsi. Chiaro che diventa delicata ma non dimentichiamo che in zona salvezza ci sono anche molte squadra coinvolte”.

La Sampdoria oggi ha un punto in più rispetto ai giallorossi. Crede che alla fine potrebbe pesare?

Non saprei dire. Ci sono tante partite ancora da giocare con scontri diretti. Certo che una lunghezza in più ce la teniamo ben stretta anche perché non abbiamo mai vissuto un finale di stagione così”.

E proprio a proposito di questa fase finale del campionato: stadi vuoti, orari impossibili, tre partite alla settimana, cinque sostituzioni. È un campionato falsato?

Entrando in campo, senza pubblico, sembra di dover giocare una amichevole poi dopo il 90’ ti rendi conto che c’è anche una classifica. Sono decisioni prese dall’alto e non voglio entrare nel merito perché il discorso sarebbe lunghissimo e sconfinerebbe nella politica. Dico solo che il pubblico è una componente fondamentale del calcio, senza è tutto diverso”.

La Sampdoria, tra organico e allenatore, è squadra di altra dimensione eppure si trova a lottare per evitare la retrocessione. Cosa è venuto meno in questa stagione?

Abbiamo sicuramente commesso degli errori altrimenti non saremo dove ci troviamo ora. Era stato impostato un certo tipo di discorso con mister Giampaolo poi è venuto Di Francesco e ha trovato una squadra non adatta al tipo di gioco che pretendeva di fare. Ora c’è Ranieri, tecnico di grande esperienza, che ha capito la situazione e sta tirando fuori il meglio. Siamo partiti con un handicap fortissimo ed un po’ alla volta siamo scivolati in classifica. La Samp non si è mai trovata in una situazione come questa, ma confidiamo nelle tante partite ancora da disputare”.

Un anno e mezzo come direttore sportivo a Lecce. La prima cosa che le viene in mente di quella esperienza?

Ricordo che sarebbe bastato davvero poco per salvarsi, ma non fu così… La società era in vendita ed era in atto uno scollamento tra proprietà, ambiente e tifosi che ha prodotto il danno peggiore. La squadra era anche competitiva con giocatori come Muriel, Cuadrado, Bertolacci, Tomovic, Giacomazzi, Di Michele, Corvia che hanno poi fatto bene in A. Anche con Cosmi si era riusciti a riportare un minimo di entusiasmo, qualche risultato arrivava, purtroppo alla fine si è persa un’occasione importante, ma la squadra ha dato il massimo. Questo il mio rammarico sportivo. Della città e della gente ho un ricordo molto piacevole. Lecce ama il bello e le persone sono aperte e cordiali. È stato bellissimo sotto il profilo umano”.

È possibile azzardare un pronostico su chi vincerà lo scudetto e chi invece andrà in B?

Difficile. Per il titolo vedo favorita la Juventus e non solo in qualità di ex. Secondo me i bianconeri hanno qualcosa in più e sono abituati a gestire situazioni del genere. La Lazio sta disputando un’ottima stagione, ha una grande squadra ma, proprio in virtù della considerazione precedente, io dico Juve. Diverso il discorso per la salvezza. Brescia e Spal devono ormai sperare in un miracolo, per la terza piazza ci siamo noi, il Lecce e il Genoa. Un augurio e una speranza: il prossimo anno spero di venire ancora a Lecce per mangiare il pasticciotto”.

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