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Falco re degli assist, rigori e azioni manovrate una certezza. Ma 33 gol presi a difesa schierata!

Bene anche nei tiri dalla distanza, di testa e da corner si poteva fare qualcosa in più, otto i centri subiti con palle regalate in uscita. Le statistiche delle 137 reti, tra fatte e subite, della stagione giallorossa.

La stagione del Lecce che si è conclusa domenica scorsa è mancata, dopo una lunga lotta e tanta speranza, proprio del lieto fine. La retrocessione all’ultimo turno ha concesso solo il lontano odore dell’agognato obiettivo ai tifosi giallorossi, i quali hanno comunque fatto, dall’esordio di San Siro al ko con il Parma, incetta di emozioni. E, si sa, la massima espressione dell’emozione nel calcio è il gol. Ben 137 nella scoppiettante stagione giallorossa tra fatti (52) e subiti (85): noi li abbiamo analizzati uno per uno, e ne è venuta fuori un’interessante analisi statistica.

E’ FALCO L’UOMO ASSIST. Suo è stato il primo assist della stagione giallorossa di A (il cross per la testa di Lucioni a Bergamo), suo l’ultimo con il Parma (cross su corner battuto corto e Meccariello-gol). Suo anche il trono del miglior assistman di Liverani: Pippo Falco guida la speciale classifica a quota sei. Uno in più di un altro elemento nato per “servire” i compagni, Jacopo Petriccione. A completare il podio Saponara, non tantissimi match disputati ma ben quattro servizi vincenti. Poi a due Shakhov (suo il più bello, a Genova per Lapadula), Rossettini, Tachtsidis, Calderoni e Mancosu. Chiudono a uno Majer, Deiola, Vera, Dell’Orco e Barak.

DESTRO, SINISTRO E TESTA. Dopo un girone d’andata in equilibrio, i centri di destro hanno preso nettamente il largo: ben 26, la metà dei gol totali. Considerevole quantità anche le 14 realizzazioni mancine, arrivate grazie alle abilità di sinistri naturali come Falco, Lapadula, Calderoni e Barak. 11 invece i gol di testa: doppia cifra, si poteva fare peggio ma anche meglio. Anche un gol di petto: quello di Mancosu a Bologna.

RIGORI E PUNIZIONI. Complice la VAR, il Lecce ha fatto segnare il suo record di sempre di gol dagli undici metri in Serie A: ben 11, con tanto di contributo importante alle 14 marcature di capitan Mancosu. Peccato per i 4 penalty sbagliati, due a testa dallo stesso Mancosu e da Babacar. Si doveva fare molto meglio, invece, dai calci di punizione: solo due, firmati Falco con il Sassuolo e Mancosu a Napoli. Anche da punizione indiretta sono arrivati solo due centri, con Atalanta e Brescia. Di più (7) ma non abbastanza i gol da corner. Serviva decisamente un battitore da Serie A.

TANTA MANOVRA, POCHE RIPARTENZE. Il Lecce di Liverani riscrive la storia delle matricole in Serie A, da sempre (in Italia) avvezze al contenimento più contropiede. I giallorossi hanno sempre cercato di fare la partita, con 9 gol frutto di azioni manovrate ed appena 3 in contropiede. 9 anche i gol arrivati in mischia o tramite tap-in vincenti e ravvicinati, 7 (non pochi) quelli con tiri dalla distanza, 10 i cross trasformati in marcature. Non solo dalla manovra ben orchestrata, ma anche dagli appena 2 gol con lanci calibrati dalla distanza si evince la chiara mentalità di mister Liverani. Che però ha potuto godere pochissimo delle giocate personali trasformate in oro: appena 4 le realizzazioni frutto di azioni nate dal nulla con uno spunto singolo.

DIFESA FERMA ED ERRORI, CHE DISASTRO. 85 gol subiti sono davvero tanti, ma il guaio risiede nel fatto che solo pochi di questi sono nati dalle estemporanee giocate di campioni troppo superiori ai giallorossi. 8 le reti subite dalla distanza, appena 1 su punizione (il fiorentino Ghezzal), solo 7 (poche considerando il livello degli avversari) frutto di giocate personali altrui. Fanno però paura le 33 realizzazioni, tolti i calci piazzati, arrivate a difesa completamente schierata. 15 quelle scaturite dalla manovra avversaria, 10 i rigori al passivo, 11 i colpi di testa valsi un gol subito divisi. Per 10 volte un cross è stato fatale, per 9 un calcio d’angolo. 5 i lanci che hanno consentito agli avversari di andare in gol e poi il dato che spesso ha fatto discutere: le 8 reti arrivate immediatamente in seguito a palloni persi in usciti. 3, infine, gli autogol: uno di questi, la schiena di Gabriel a Genova, è probabilmente costato la salvezza.

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3 anni fa

troppe palle in uscita….vero

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