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GdM – Bucchi: “Lecce società modello. Coda? Un top player in B”

Riflettori puntati sul neo giallorosso Massimo Coda. Il bomber, reduce dalla promozione in A conquistata con il Benevento, ha vissuto la sua stagione migliore dal punto di vista realizzativo con il complesso sannita, nel 2018/2019, quando ha firmato 21 gol in 34 incontri, sotto la guida di Cristian Bucchi, che rilascia un’intervista a La Gazzetta del Mezzogiorno (a cura di Antonio Calò).

PROFILO UMANO E TECNICO. «Massimo è innanzitutto un ragazzo eccezionale sul piano umano. È un generoso e si fa benvolere da tutti. Inoltre, è un grande lavoratore. Non salta un allenamento. Sul piano del gioco, ha colpi importanti, che in B fanno di lui un top player. È una prima punta di struttura. Sa tenere palla, vede la porta, sa servire il compagno se meglio piazzato. Attacca bene gli spazi. Rincorre gli avversari in fase di non possesso. Può essere schierato accanto ad un’altra prima punta, ma predilige avere a fianco una seconda punta che gli giri intorno, che dialoghi con lui e che, a sua volta, attacchi gli spazi quando è opportuno. Nel Benevento 2018/2019 abbiamo variato più volte il modulo e lui si è adattato bene a tutti. Quello nel quale si è trovato maggiormente a suo agio è stato il 4-3-1-2. Se a questo si aggiunge che è un attaccante di razza, non mi meraviglio del fatto che il Lecce lo abbia fortemente voluto, bruciando la concorrenza».

LECCE OTTIMA SOCIETA’. «Dall’esterno, l’ho sempre considerata una di quelle che, nel panorama italiano, hanno pianificazione di medio-lungo periodo, idee chiare e grande serietà. Ha portato avanti un ciclo triennale con Liverani, ottenendo risultati importanti, sostenendolo sempre. Ha deciso di cambiare responsabile dell’area tecnica e lo ha fatto appena terminata la stagione, puntando su uno dei dirigenti più esperti del calcio nazionale. A Corini è stato fatto sottoscrivere un contratto triennale, il che dimostra che c’è voglia di costruire. Penso che, per i tifosi, un club del genere sia una garanzia. Non ho dubbi circa il fatto che il Lecce sarà grande protagonista nel prossimo campionato cadetto».

SERIE B DIFFICILE. «Dopo una retrocessione non è mai semplice risalire subito la china. Ho constatato in prima persona quanto sia difficile fare i conti con una simile situazione, prima sulla panchina del Benevento e poi su quella dell’Empoli. Uno dei problemi maggiori è costituito dal fatto che, puntando sullo zoccolo duro della rosa che si è cimentata in massima serie, si avrebbe già a disposizione una buona base, ma accade sempre che alcuni calciatori siano corteggiati dalla A e vogliano sfruttare comprensibilmente la chance. Sono nodi che vanno sciolti presto perché altrimenti rischiano di condizionare la costruzione della rosa. Meglio optare per il dentro o fuori. A maggior ragione in vista del torneo 2020/2021, che è oramai dietro l’angolo».

MOLTE PRETENDENTI ALLA A. «È così e bisogna contare le tre retrocesse ed almeno due delle quattro neo-promosse, senza tralasciare i club che hanno provato a salire nel 2019/2020 senza riuscirci. Il campionato cadetto è lungo e massacrante».

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