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GdS – Baroni: “Coda e Paganini, due top players per la Serie B: che colpi che ha centrato il Lecce!”

L’ex calciatore giallorosso, oggi allenatore, parla a La Gazzetta dello Sport (intervista di Giuseppe Calvi) dei due nuovi acquisti del Lecce.

PAGANINI E CODA. «Sono davvero un lusso per la Serie B, in carriera è mancata loro l’opportunità per fare un salto definitivo e finire nella massima divisione, per restarci da protagonisti. Oltre alle rispettive doti in campo, entrambi hanno grande voglia di vincere, sono ragazzi straordinari nello spogliatoio. Che colpi ha centrato il Lecce!».

CORINI AL POSTO DI LIVERANI. «La società ha ingaggiato un tecnico che stimo molto. Senza tornare indietro, alle due salvezze in A ottenute col Chievo, basta considerare l’ultima sua esperienza: a Brescia Eugenio ha vinto meritatamente il campionato di B. A Lecce, potendo lavorare su un progetto triennale, avrà modo di far crescere squadra e club».

CODA. «Ho allenato Massimo nella Cremonese, per 10 giornate in Lega Pro nella stagione 2010- 2011, e nel Benevento, per 9 incontri in Serie A nel torneo 2017-2018. Diciamo che non me lo sono goduto tanto. Già a Cremona, quando aveva 22 anni, dimostrò di essere il classico attaccante con il fiuto del gol. Poi, d’intesa con il d.s. Di Somma e col presidente Vigorito, l’ho voluto a Benevento, dove adottavo il 4-4-2 e il 4-2-3-1. Coda va bene per tutti i moduli, anche nel 4-3-3, con una punta che gli gira attorno oppure con due esterni puri. Sa muoversi di reparto, protegge benissimo la palla, attacca la profondità e sfrutta la sua abilità nel partire sempre sulla linea del fuorigioco. Tradotto in numeri, Massimo in Serie B può segnare 20 gol a occhi chiusi».

PAGANINI. «A parte le qualità tecniche e fisico-atletiche, Luca è eccezionale per temperamento e determinazione, non si ferma dinanzi ad alcun ostacolo. Arrivai nel club di Stirpe a campionato in corso e il ragazzo era impegnato nel lavoro di rieducazione dopo un’operazione ai legamenti crociati di un ginocchio. Bruciò i tempi di recupero, tornò in campo con grande anticipo rispetto alle previsioni. Può coprire l’intera fascia destra, nel mio Frosinone lo schieravo a centrocampo nel 3-5-2 o nel 3-4-2-1».

ESTERNO NEL 4-3-3? «Potrebbe essere un’idea: Corini valuterà anche questa soluzione. Luca è bravissimo a correre e chiudere l’azione, è dotato di velocità ed è efficace nei fraseggi brevi, ha straordinario tempismo e soprattutto un’esplosività nel salto, che forse gli deriva, magari geneticamente, dai genitori ballerini. A Paganini riescono incredibili colpi in acrobazia e sfrutta la sua capacità in elevazione, segnando spesso di testa. Con lui e Coda, il Lecce si è assicurato due top players per la Serie B».

FALCO E LUCIONI. «Pippo è cresciuto tantissimo, nella mente, nella forza e nella consapevolezza dei suoi notevoli mezzi tecnici. Sarà la società a decidere la strategia sul mercato, però credo che Falco sia destinato a restare in A. Lucioni è un leader, il punto di riferimento in campo e nello spogliatolo: Fabio è tanta roba per un allenatore, che sa di potergli affidare il ruolo di guida per tutti i compagni. A Lecce ha già dimostrato attaccamento alla maglia, serietà professionale e solidità».

QUALI GIOCATORI CONFERMEREBBE? «Ogni allenatore vorrebbe disporre dei migliori calciatori in rosa, però poi bisogna fare i conti con la legge del mercato e con le esigenze della società. È scontato che, oltre a Falco e Lucioni che conosco bene, Corini sarebbe felicissimo di avere in campo pure Mancosu e Petriccione. Secondo me, basterebbe confermare due-tre di questi calciatori e il Lecce, alla pari con il Monza, sarebbe già davanti a tutti, alla partenza del campionato».

UN ALTRO BENEVENTO CAPACE DI STRAVINCERE? «No. Capita una volta ogni 20 anni che una squadra stravinca il torneo cadetto con tanti punti di vantaggio. Oltre a Lecce e Monza, lotteranno per i posti promozione le altre retrocesse Brescia e Spal, poi il Frosinone e qualche outsider che verrà fuori come sempre».

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