L’ex calciatore, tre le altre, di Gallipoli e Pordenone, Alex Pederzoli, parla, a La Gazzetta del Mezzogiorno (intervista di Antonio Calò) del nuovo corso giallorosso targato Corvino-Corini.
LECCE PIAZZA IMPORTANTE. «Parliamo di una piazza che, tra i cadetti, è il top per qualsiasi giocatore, una piazza che merita la massima serie, nella quale, del resto, dal 1985/1986 ad oggi, si è cimentata a più riprese. Dopo la retrocessione subita all’ultimo turno del campionato 2019/2020, ha fatto capire di volere risalire immediatamente la china, costruendo qualcosa d’importante. Altrimenti non avrebbe puntato su un responsabile dell’area tecnica del calibro di Pantaleo Corvino e su un allenatore come Eugenio Corini, che la B l’ha vinta di recente e che conosce anche a la A».
EX PORDENONE. «È stata una delle mie stagioni migliori sul piano calcistico. Ma mi ha lasciato qualcosa di importante anche dal punto di vista umano, dei rapporti con le persone con le quali ho interagito. La società era la stessa di oggi e si capiva benissimo che esistesse un progetto preciso, la volontà di strutturarsi sotto tutti i punti di vista per raggiungere, per gradi, traguardi di rilievo. Non mi meraviglia che sia approdata in B e che, nel 2019/2020, sia stata la rivelazione del torneo cadetto».
LECCE-PORDENONE. «Mi aspetto un incontro inizialmente molto tattico. Poi i salentini, che sulla carta hanno qualcosa in più dei friulani, cercheranno di imporre il proprio gioco, ma dovranno essere estremamente accorti perché, nella scorsa annata, in trasferta, il Pordenone si è sempre comportato benissimo. Il completo guidato da Tesser è micidiale nei ribaltamenti di fronte, soprattutto con Ciurria, e al quale si è aggiunto il neo acquisto Diaw. L’undici di Corini potrebbe avere il vantaggio di disporre di un’ossatura che si conosce bene, in quanto, per 7-8 undicesimi, il trainer bresciano potrebbe proporre uomini che facevano parte del gruppo della A. Insomma, la partita è apertissima a qualsiasi risultato, con una leggera preferenza per Mancosu e compagni».
CONTATTI CON IL LECCE IN PASSATO. «Ci sono andato ad un passo nel 2009/2010, a gennaio, quando militavo nel Gallipoli. Con il team jonico, però, stavo vivendo la mia prima annata da protagonista assoluto in B, mentre con il team diretto da De Canio avrei fatto probabilmente panchina, in quanto davanti avrei avuto uomini del calibro di Giacomazzi e Vives. Così, sbagliando, rifiutai. In seguito, ho avuto dei pour parler con il Lecce, quando ha militato in C, con il direttore sportivo Meluso».
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