Il direttore sportivo del Cosenza ha rilasciato un intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno alla vigilia della partita contro il Lecce.
CORVINO.Ā “Sono stato un suo calciatore nel 95 nel Casarano societĆ nella quale stava emergendoĀ prepotentemente come direttore sportivo. L’ho sempre seguito a distanza,Ā mantenendo con lui un ottimo rapporto, in quanto ĆØ un grandeĀ manager del mondo del calcio, del qualeĀ conosce come pochi le dinamiche e le varie sfaccettature. Quando ho scelto di intraprendere la mia attuale carriera, mi sono ispirato a lui. Per me, affrontare il Lecce da rivale ĆØ sempre stata unaĀ grande emozione, in quando ĆØ ilĀ club della mia terra, del quale ho fatto parte da atleta e da dirigente, ma anche perchĆ© con l’attuale societĆ c’ĆØ stima reciproca. In questo caso, però per me il match sarĆ ancora più carico di significati inĀ virtù del fatto che una delle colonne delĀ sodalizio giallorosso in questa casa ĆØ proprio Pantaleo”.
IL MONENTO.Ā “Dopo 360 minuti non ĆØ serto possibilitĆ fare delle valutazioni. Le compagini più attese non hanno raggiunto il massimo livello di condizione. Questo vale per i giallorossi allenati da Corini come per altri complessi molto quotati come il Monza. Non ho alcun dubbio circa il fatto che i team più attrezzati sgomiteranno per le primissime posizioni nella volta finale”.
LA PARTITA. Ā “La nostra ĆØ una formazione dalla grande compattezza, che lotta e sa soffrire, solida in difesa e con attaccanti di buona caratura, che hanno gamba. Non abbiamo ancora vinto e vogliamo sbloccarci. Il complesso salentino, dal canto suo, avrĆ il medesimo obiettivo e proverĆ a centrarlo con l’ottimo palleggio che caratterizza il suo gioco e con la qualitĆ delle tante individualitĆ sulle quali può contare. Mi aspetto una partita aperta e combattuta, tra due schieramenti che tentenneranno di superarsi a vicenda”.
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