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La B e le sue maglie – Il Pescara sempre biancoazzurro con l’omaggio al Ponte del Mare

Terza puntata della nostra rubrica dedicata, tra storia e presente, agli emblemi per eccellenza di ogni club del campionato cadetto: la maglia da gioco. Oggi tocca al Pescara.

Il nostro viaggio cromatico ed iconico nella nelle maglie della Serie B prosegue con il prossimo avversario del Lecce, il Pescara. Gli abruzzesi vantano una costanza cromatica fin dal primo giorno della loro storia. Il biancoazzurro, colore del comune di Pescara, ha dipinto il cammino calcistico della città sin dal 1936, anno di nascita dei delfini. Le modifiche succedutesi degli anni hanno caratterizzato solo la divisione dei colori, dalle conosciute strisce verticali, quasi sempre presenti, a qualche diversa gradazione di azzurro.

Degli “inediti” hanno però caratterizzato anni storici per il Pescara. La prima promozione abruzzese in Serie A nel 1976/1977 fu raggiunta con una maglia bianca con banda laterale azzurra. Poi, oltre la maglia a fasce orizzontale degli esordi, non mancò una maglia con taglio obliquo nei primi anni Novanta.

La modernità tipica delle casacche dei giorni nostri accompagna la tradizione biancoazzurra nella scelta delle maglie per la stagione corrente. Le cinque righe sono divise in due bianche e tre azzurre. Quest’ultime sono corredate da un motivo a V tono su tono che forma anche dei piccoli rombi. La maglia, bordata di oro, si lega alla città di Pescara con l’inserimento all’interno del colletto dello skyline del Ponte del Mare, il ponte simbolo del centro adriatico.

 

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