Il laterale Tiago Casasola, in prestito dalla Lazio ai campani, ha concesso una lunga intervista a tuttosalernitana. Nelle porzioni riportate, il giudizio sul momento importante e, soprattutto le ambizioni in vista del rush finale del campionato.
LA VITTORIA COL BRESCIA. “Eravamo consapevoli ci attendesse un avversario molto ostico, tra i più in forma del campionato. Erano reduci da quattro vittorie consecutive senza subire gol, sapevamo che occorreva una partita perfetta. Nonostante il turno infrasettimanale, abbiamo lavorato tanto per farci trovare pronti e il successo è stato un meritato riconoscimento per quello che abbiamo dimostrato sul rettangolo verde. A prescindere dall’1-0, mi ha dato tanto entusiasmo il modo in cui ci siamo espressi. Eravamo davvero carichi e motivati, certi che potesse essere la serata della svolta e della definitiva consacrazione verso determinate posizioni di classifica”.
CONTINUITA’ “Lì abbiamo dimostrato quanto il gruppo abbia sempre voglia di non perdere e di portare a casa il massimo. Eravamo in trasferta, sotto di due reti, contro un avversario forte e mancavano pochi minuti. Tutino fu bravo a riaprirla, poi c’è stato un assalto finale e siamo stati meritatamente premiati. Quando al 93′, dopo aver speso tantissime energie, anche i difensori si trovano nell’altra area di rigore significa che hai una mentalità da grandissima squadra. Veseli si gettò su quella palla con forza, coraggio e determinazione, io ho calciato in porta e mi è andata bene. Un pomeriggio importante, un ulteriore tassello nel nostro percorso di crescita”.
DIFESA. “Sono tutti bravi, davvero! Non mi soffermerei su nessun singolo, se stiamo prendendo pochi gol è merito di tutti. Vedere Tutino che viene 50 metri indietro per dare una mano o Djuric che a volte si trasforma in difensore centrale sulle palle inattive conferma quanto siamo concentrati sul grande obiettivo finale. Sappiamo perfettamente dove vogliamo portare la Salernitana”.
ALLENATORI. “Castori ha avuto tantissimi meriti. Oltre a farci crescere sul piano fisico e tattico, ci ha fatto capire immediatamente quale identità avrebbe avuto la Salernitana. E tutti ci siamo fidati, lo seguiamo con stima e rispetto professionale. In campo sappiamo sempre quello che dobbiamo fare, la differenza rispetto al passato sta soprattutto nella mentalità. Combattiamo su tutti i palloni, diamo l’anima per la maglia, nessuno si tira indietro e c’è autostima che si alimenta giorno dopo giorno. La tecnica non basta per disputare i grandi campionati, il mister è stato bravo a toccare tutte le corde giuste individuando quei dettagli che fanno la differenza”.
PERIODO DIFFICILE E SALVEZZA. “E’ vero, era il periodo più brutto della mia carriera. Giocavamo in casa col Cosenza, era la partita che poteva permetterci di arrivare alla salvezza. Ebbi l’occasione per segnare il gol della vittoria ma non andò bene, nell’azione successiva andarono in vantaggio loro e ci cadde il mondo addosso. All’esterno dello stadio un gruppo di persone chiese un confronto e i toni furono molto duri, ero arrabbiato con una persona e mi allontanai. Sbagliando! Una piazza come Salerno merita di essere ascoltata anche e soprattutto quando le cose vanno male, invece avevo accumulato tanta tensione e non riuscii a restare freddo e lucido. Mi è dispiaciuto, ma si è trattato di una parentesi isolata. Pochi giorni dopo il dramma di mio padre, momenti drammatici che non potrò mai dimenticare. Decisi comunque di scendere in campo a Venezia, la definisco una piccola gioia in un contesto buio per me. Calciai un rigore, segnare fu una sorta di liberazione. Anche perchè il primo penalty è sempre il più delicato. Apoteosi totale quando Di Tacchio chiuse il discorso: nessuno di noi meritava di retrocedere, per la città sarebbe stata una mazzata non indifferente. Anche perchè si avvicinava il centenario. Per fortuna riuscimmo a reagire in quel doppio confronto mettendo da parte un periodaccio”.
PROMESSA IN VISTA DEL LECCE. “Proveremo a vincere anche lì, magari segno io. Ma va bene anche un gol di Belec, basta fare questo grande colpo e prenderci il secondo posto. Noi ci crediamo, fino alla fine. Avanti Salernitana, uniti per questo rush finale. Ora sono totalmente concentrato solo su questo finale di stagione, c’è in palio un obiettivo troppo importante e sarebbe una svolta umana e professionale per tutti. Multiproprietà? Noi dobbiamo andare in serie A, dalla società all’ultimo dei giocatori non c’è un pensiero differente. E poi qui sto bene: la città è splendida, la tifoseria è calda, mi sento un salernitano d’adozione e indossare questa maglia in massima serie dopo quello che abbiamo passato qualche tempo fa sarebbe un sogno. Credo che ce lo meritiamo tutti”.
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Mi raccomando non sbagliare porta