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Tanti gol fatti da cross e ripartenze, zero da punizioni e corner. Troppi subiti a difesa schierata

Bene anche nelle azioni manovrate e da spunti personali, mentre nel finale si sono impennati i centri presi da fuori. Le statistiche delle 118 reti, tra fatte e subite, della stagione giallorossa.

Esattamente una settimana e un giorno fa si concludeva, con un amaro epilogo, l’altalenante e solo a tratti entusiasmante stagione del Lecce. I tifosi hanno infatti vissuto momenti difficili ma anche respirato a lungo l’aria del possibile ritorno in Serie A, sfumato con il primo caldo e l’arrivo di maggio. Ciò che non sono mancate di certo sono le emozioni e con esse i gol. Ben 118 nella scoppiettante stagione giallorossa tra fatti (69) e subiti (49): noi li abbiamo analizzati uno per uno, e ne è venuta fuori un’interessante analisi statistica.

DESTRO, SINISTRO E TESTA. Nella “lotta” tra piedi, a vincere è stato per ampio di stacco quello più diffuso. Dato statisticamente prevedibile quello che ha portato al netto 43-14, reso ancor più lampante dal fatto che, in casa giallorossa, raramente come quest’anno siano mancati interpreti mancini, con i soli Gallo e Pettinari a concludere da titolari la stagione e un destro, Coda, best scorer di sinistro. Dieci, invece, i gol siglati di testa, con il solito Hispanico specialista e seguito da Stepinski. Basso, in questo senso, l’apporto della difesa.

RIGORI E PUNIZIONI. Rispetto all’anno scorso è mancato il VAR, ma non certo le opportunità di lasciare la propria firma dagli undici metri. Il Lecce ha infatti realizzato 8 reti su calcio di rigore, che sarebbero state ben 12 senza i 4 errori di Coda e Mancosu (due a testa). Malissimo, invece, sotto il profilo dei calci da fermo in generale. I giallorossi non hanno fatto neppure un gol direttamente su punizione, né sugli immediati sviluppi di un corner. I quattro centri da punizione indiretta non bastano affatto a mitigare un dato che di certo non ha giovato alla stagione dei salentini.

MANOVRA, RIPARTENZE E POCHI LANCI. Sorprendente il dato relativo ai gol su cross. Nonostante spesso la formazione di Corini sia stata criticata per non aver saputo sfruttare appieno il gioco sulle fasce, sono stati 17 i centri da traversone. Equilibrio sommario, poi, tra azioni manovrate (15 gol) e ripartenze (13), segno che il Lecce ha saputo grossomodo giostrarsi su entrambi i fronti. Un po’ meno le azioni e spunti personali che hanno portato alla marcatura: undici in totale. Solo una, quella di Pettinari a Venezia, la rete propiziata da un lancio lungo, nella fattispecie partito dal mancino di Pisacane.

TROPPI GOL A DIFESA SCHIERATA. Il dato che emerge maggiormente in relazione alle reti subite fa riferimento alla difesa schierata. In 18 occasioni, nonostante la copertura territoriale “base” della propria area, i giallorossi hanno raccolto il pallone alle spalle del proprio portiere, soprattutto per frutto di errori, tecnici e/o di posizionamento, del singolo. Male anche sui cross, dai quali sono arrivate 15 reti subite, 10 delle quali di testa. Appena cinque le reti subite in ripartenza mentre, soprattutto nel finale di stagione, si è clamorosamente impennato il numero di gol subiti da fuori: otto, ovvero cinque in più di quelli fatti.

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