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Sudare la maglia non è bastato: Zuta saluta dopo un anno deludente in giallorosso

Tanto impegno, encomiabile agonismo e troppo poco più per il macedone del nord, che chiude anticipatamente la sua esperienza in giallorosso.

Manca solo l’ufficialità, ma si può ormai dire che l’esperienza di Leonard Zuta nel Salento sia chiusa. Il 28enne macedone del nord ha infatti lasciato il ritiro di Folgaria per tornare nella “sua” Scandinavia, direzione Oslo ed in particolare il quartiere di Valerenga. Per lui è imminente il trasferimento a titolo definitivo condito di addio al Lecce dopo una stagione certo non indimenticabile.

Giunto in giallorosso (assieme ad Henderson) in una calda mattinata di fine agosto, era atteso non certo come il nuovo Roberto Carlos, ma come un profilo certamente interessante per una squadra di Serie B. Oltre a ben 15 presenze con la maglia della sua Nazionale, Zuta vantava infatti presenze ed anche vittorie a livello internazionale, con buone prestazioni con le maglie di Hacken, Konyaspor e Rijeka. Soprattutto nella vecchia Fiume si era messo in mostra come terzino di propulsione, abile anche sui tiri da fermo e capace di spingere il Rijeka allo Scudetto croato e alle apparizioni europee.

E dire che, inizialmente, il buon biglietto da visita aveva fatto ben sperare i tifosi giallorossi. Nelle prime uscite, infatti, Leo Zuta aveva ben figurato sebbene nell’insolito ruolo di terzino destro. Difficile vedere qualcosa di tecnicamente rilevante da un mancino spostato di fascia, si pensava, e comunque c’era una verve agonistica ed un’attenzione difensiva positive a farlo ben vedere ai nuovi sostenitori. Purtroppo con il passaggio a sinistra la qualità delle giocate non è migliorata, anzi, e la grinta sola non è più bastata.

Ha sempre sudato la maglia, questo va detto, ma quando il gioco si è fatto duro e l’impegno da solo non è stato più sufficiente si è palesata sulla sinistra una grossa falla nel collettivo di Corini, acuita dai ko di Calderoni. Per fortuna ci ha pensato Antonino Gallo che, dimostratosi gran bel giocatore, ha sopperito al deludente torneo del futuro calciatore del Valerenga, lasciandoli solo degli scampoli di match da giocare nel girone di ritorno. Da febbraio in poi appena 110 minuti, eppure non sembrava in uscita. Il Lecce, rassicurato dalla certezza Gallo e concentrato nella ricerca di due terzini destri, era pronto a dargli una seconda chance, sebbene da riserva ed in modo non poi così convinto. Ed infatti, alla prima occasione, ecco l’addio ad un calciatore da cui, senza ombra di dubbio, ci si attendeva qualcosa di più.

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